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Le news della settimana

 
Rinnovabili ed efficienza al 35 per cento, decisione storica del Parlamento europeo
Il Parlamento europeo ha votato per aumentare il target dell’efficienza energetica al 35 per cento. Sempre 35 per cento dovrà essere la quota rinnovabile sul consumo totale di energia, mentre al 12 per cento è fissata la quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. Gli obiettivi dovranno essere raggiunti entro il 2030.
 
 
 
Fotovoltaico, 94mila nuovi posti di lavoro in Europa in 4 anni
Nel 2016, il settore fotovoltaico nell’Unione Europea a 28 ha dato lavoro a più di 81 mila dipendenti equivalenti a tempo pieno e ha generato un valore aggiunto pari a oltre 4.600 milioni di euro. Questo nonostante il settore sia stato messo alla prova in termini di capacità installata e fatturato a partire dal biennio 2011-12, data in cui si è iniziato a registrare un calo della nuova potenza installata rispetto agli anni del boom. È quanto attesta il nuovo report “Solar PV Jobs & Value Added in Europe” pubblicato dalla SolarPower Europe Association.
 
 
 
Per lo sviluppo delle rinnovabili, bisogna puntare sulle batterie
Il mercato dello stoccaggio di energia, le batterie, aumenterà di sei volte tra 2016 e 2030, arrivando a 125 gigawatt, pari a 305 gigawattora. Le previsioni sono di Bloomberg New Energy Finance che, nel suo rapporto "Energy storage forecast 2017-2030", parla di un investimento nel settore di 103 miliardi di dollari (86,5 miliardi di euro) da qui al 2030. Saranno otto i paesi che guideranno l’evoluzione del mercato: Australia, Cina, Germania, India, Giappone, Corea del Sud, Usa e Regno Unito dove verrà installato il 70 per cento della capacità.
 
L'infografica della settimana
 
L’inversione di rotta nelle emissioni inizia dalle aziende top
 
Alcune delle più grandi aziende americane sono anche quelle che guidano la carica verso un futuro più sostenibile. L’infografica di Nicolas Rapp della rivista “Fortune” utilizza alcuni dati per visualizzare le emissioni di CO2 salvate grazie a 56 delle prime 100 aziende indicate dalla stessa “Fortune”. Nel grafico, i risparmi di CO2 di ciascuna azienda sono rappresentati da una massa equivalente di carbone non bruciato.
 
Il video della settimana
 
Perché in America i posti di lavoro nel solare sono il doppio di quelli nel carbone
In America, l’ultimo decennio ha conosciuto una rivoluzione nei sistemi solari residenziali. Pannelli solari economici e opzioni di finanziamento creative hanno portato ad un massiccio aumento degli impianti solari: un aumento che sta guidando un boom dell’occupazione.
Le news della settimana
 
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Sono 303 i gigawatt di fotovoltaico nel mondo, 75 dei quali installati solo nel 2016: una crescita repentina a cui hanno contribuito in particolare Cina, Stati Uniti e Giappone. I dati sono stati pubblicati dall’Agenzia internazionale per l’energia – PVPS Programme – nel rapporto “Snapshot of Global Photovoltaic Markets”.
 
 
 
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Gli investitori scommettono sulle rinnovabili e gli investimenti nel settore dovrebbero raggiungere quest’anno i 243 miliardi di dollari. A rilevarlo è Frost & Sullivan – uno studio statunitense di consulenza sulle strategie di crescita, in diversi settori industriali – nel suo rapporto "Global Power Industry Outlook 2017". La parte del leone la farà il solare fotovoltaico che attirerà investimenti maggiori rispetto a quanto riusciranno a fare carbone, gas e nucleare messi insieme.
 
 
 
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La quarta rivoluzione industriale è realtà anche per il settore dell’energia, in particolare per le rinnovabili e l’efficienza energetica. Le tecnologie digitali sono cresciute a ritmi vorticosi e si accoppiano e ibridano con qualsiasi cosa. Il rapporto "Energy Technology Perspectives 2017" dell’Agenzia Internazionale per l’Energia mette in rilievo gli scenari che, sulla base delle tendenze in atto, al momento possiamo attenderci nel settore dell’energia come conseguenza delle grandi trasformazioni tecnologiche che stiamo vivendo.
 
L'infografica della settimana
 
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L’energia eolica è presente oggi in più di 90 paesi. Attualmente, sono 29 i Paesi che hanno installato più di 1.000 MW mentre altri 9 possono contare su più di 10.000 MW. Questa infografica interattiva mostra la capacità cumulata di energia eolica installata in ogni singolo Paese, continente e in tutto il mondo dal 1982 al 2016.
 
Il video della settimana
 
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Secondo l’International Renewable Energy Agency, nel 2016, l’occupazione nel settore delle rinnovabili è in leggera crescita rispetto all’anno precedente, ma in aumento di quasi il 40 per cento rispetto al 2012, anno in cui l’agenzia ha realizzato il primo report.
Le news della settimana
Boom di rinnovabili nel mondo. Nel 2016, a livello globale, la nuova capacità installata – escludendo i grossi impianti idroelettrici – è aumentata del 9%: 138,5 gigawatt nel 2016 contro i 127,5 gigawatt del 2015, mentre sono stati investiti 241,6 miliardi di dollari in energie verdi, quasi un quarto in meno (23%) rispetto all’anno prima. I dati arrivano dall’ultimo rapporto “Global Trends in Renewable Energy Investment 2017” dell’Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, redatto in collaborazione con Frankfurt School-Unep Collaborating Centre e Bloomberg New Energy Finance.
 
 
Nei prossimi cinque anni il mercato globale del fotovoltaico crescerà del 18,7%. Nel 2022 il solare raggiungerà un valore di oltre 350 miliardi di dollari (325,6 miliardi di euro). È questa la stima pubblicata nel rapporto “Global photovoltaic system market insights. Opportunity analysis, market shares and forecast, 2017-2023” di Research and Markets, una piattaforma che raccoglie e pubblica ricerche di settore.
 
 
Eolico e solare sono da sempre rivali nelle rinnovabili. A fine 2016 a livello mondiale sono stati installati il 296 GW di fotovoltaico e 467 GW di eolico, che rappresentano rispettivamente il 15 e il 25% della capacità rinnovabile installata. Negli Stati Uniti l’eolico contribuisce in modo sostanziale allo sviluppo dell’energia verde, generando il 5% dell’energia elettrica che alimenta le attività industriali e le abitazioni del Paese. Uno sviluppo che andrà avanti nonostante le politiche dell’amministrazione Trump a favore dei combustibili fossili e la crescita del solare, fratello minore in termini di energia prodotta ma più affascinante nell’immaginario collettivo.
 
L'infografica della settimana
L’Europa è leader globale nel settore dell’energia eolica. L’infografica mostra come ogni giorno l’energia eolica fornisca elettricità a milioni di famiglie ed imprese europee. Lo scorso anno l’energia eolica ha coperto il 10,4% della domanda di energia nella UE. E in alcuni giorni, ha coperto oltre il 100% della domanda elettrica di qualche Stato membro.
 
Il video della settimana
L’Artico sta cambiando. Il 2016 ha visto temperature record in tutto il mondo che, in alcune regioni, hanno raggiunto i 20°C (68 F) al di sopra della media. Come conseguenza, l’Artico si sta sciogliendo. Nel 2016 il passaggio di nord-ovest ha visto un’estate senza ghiaccio, permettendo alle navi da crociera l’accesso a uno dei luoghi più remoti della Terra. Questo tour virtuale è il modo più ecologico per visitare questo maestoso paesaggio e un duro monito sulle conseguenze dei nostri comportamenti dannosi all’ambiente.

L’energia solare nel Regno Unito ha prodotto nel mese di maggio più elettricità rispetto al carbone: si tratta della prima volta che un periodo lungo un mese intero arriva a questo traguardo, almeno secondo una ricerca degli analisti di Carbon Brief. Lungo il corso del mese, via via che le giornate si allungavano, l’uso del carbone scendeva ed i pannelli solari hanno generato il 50% in più di energia elettrica rispetto a quella prodotta con il combustibile fossile. Il solare ha generato grossomodo 1.336 gigawattora (GWh) di elettricità a maggio, rispetto ai 893GWh del carbone.

Il carbone era una volta il cardine del sistema energetico inglese, ma il rapido aumento di pannelli solari e di questioni legate al cambiamento climatico ha visto il suo utilizzo precipitare, arrivando nelle ultime settimane a stabilire una serie di pietre miliari.

Il solare ha superato il carbone nel corso di un giorno intero e per la prima volta il 9 aprile, mentre l’energia elettrica prodotta dal carbone è scesa a zero più volte ai primi di maggio, ed è stata la prima volta che accadeva dalla fine del 19° secolo.

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Un solo chilometro basterà a soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di 5.000 persone. In Francia si punta alle strade solari. Il governo francese prevede di inaugurare 1.000 chilometri di strade ricoperte da pannelli fotovoltaici entro i prossimi cinque anni, fornendo energia pulita a milioni di persone. È il progetto WattWay di Colas.

Il risultato di cinque anni di ricerca tra la società francese di costruzione di strade e l'Istituto nazionale francese per l'energia solare (INES) potrebbe presto vedere i primi frutti. Le strade dei cugini francesi potrebbero dunque sovrapporre alla copertura in asfalto già esistente uno speciale sistema di pannelli fotovoltaici, in grado di produrre energia elettrica e di metterla immediatamente a disposizione delle famiglie.

Grazie alla combinazione di tecniche di costruzione di strade e di sistemi fotovoltaici, Wattway fornisce energia pulita e rinnovabile adatta a tutti i tipi di traffico. E tutto senza rubare spazio a terreni agricoli e paesaggi naturali, contribuendo ad aumentare la quota di elettricità prodotta dalle rinnovabili.

Secondo la società, 20 m² di pannelli Wattway forniscono elettricità sufficiente ad alimentare una casa singola.

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Per la prima volta nel 2015, gli occupati del settore fotovoltaico degli Stati Uniti – cresciuti per il terzo anno consecutivo del 20 per cento – hanno superato quelli impiegati nell’oil&gas. Nel 2016 è previsto un ulteriore rialzo, in particolare per la categoria degli installatori.

Il crollo del greggio sotto i 30 dollari ha avuto sicuramente il suo peso. Ma sarebbe riduttivo attribuirne il merito soltanto al calo del prezzo del petrolio, pur quanto significativo. In realtà, quanto sta accadendo nel settore dell’energia negli Stati Uniti è il frutto delle scelte avviate negli Stati Uniti con l’amministrazione Obama, che ha intuito – a assecondato – i cambiamenti economici e tecnologici già in atto.

È questo il quadro in cui leggere la notizia  riportata da uno studio della Solar Foundation, una organizzazione non governativa che promuove la green economy, intitolato “National Solar Job Census“: vi si legge che negli Stati Uniti, per la prima volta nel 2015, i lavoratori del settore fotovoltaico hanno superato quelli impegati nel settore oil&gas.

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Spagna. Tasse sul fotovoltaico, moratoria sui pannelli e via libera alle trivelle dei petrolieri, colpi mortali per le energie rinnovabili

di Massimo Serafini e Marina Turi

Muoia San­sone con tutti i fili­stei si dice di chi per nuo­cere agli altri, non esita a dan­neg­giare anche se stesso. Sem­bra essere la filo­so­fia che ispira gli ultimi dispe­rati prov­ve­di­menti del governo Rajoy a poco più di un mese dalle ele­zioni poli­ti­che spa­gnole. Ad ago­sto ha appro­vato un bilan­cio dello stato che inca­te­nerà chi uscirà vin­cente dalle urne al patto di sta­bi­lità e alla gestione libe­ri­sta della crisi. Solo pochi giorni fa ha deciso di asse­gnare un colpo mor­tale alle ener­gie rin­no­va­bili, tas­sando il sole e l’uso a fini ener­ge­tici dei suoi raggi. Lo ha fatto Soria, il peg­gior mini­stro dell’industria del peg­gior governo che la Spa­gna ha avuto dall’avvento della demo­cra­zia. Non è nuovo, il mini­stro, a que­ste cro­ciate con­tro l’ambiente. Appena inse­diato ha ten­tato di distrug­gere uno dei più straor­di­nari eco­si­stemi della terra, le isole Cana­rie, auto­riz­zando la Rep­sol a tri­vel­lare il fondo dell’oceano. Non c’è riu­scito solo per la rivolta popo­lare sull’arcipelago e per­ché, for­tu­na­ta­mente, il petro­lio tro­vato era di scarsa qua­lità e costosa estrazione.

Bloc­care il cam­bia­mento del modello ener­ge­tico spa­gnolo da fos­sile a rin­no­va­bile sem­bra per il mini­stro dell’industria una vera e pro­pria mis­sione. Il suo primo atto è stato ema­nare un decreto di mora­to­ria delle instal­la­zioni di pan­nelli solari e pale eoli­che, addi­rit­tura con effetti retroat­tivi. Ora com­pleta l’opera tas­sando l’energia solare. Il senso della legge è così ine­spli­ca­bile e così arbi­tra­rio che non lascia spa­zio a illa­zioni. Un cit­ta­dino che immette nella rete elet­trica l’energia pro­dotta dai pan­nelli foto­vol­taici instal­lati sul pro­prio tetto, dovrà pagare una tassa per l’uso della stessa. Il risul­tato di tanto acca­ni­mento è molto sem­plice: un inve­sti­mento in pan­nelli solari che con la pre­ce­dente nor­ma­tiva del governo Zapa­tero si ammor­tiz­zava in un arco di circa 12 anni ora, con la tassa, ne richie­derà quasi 18, para­liz­zando così il set­tore. Un prov­ve­di­mento che dimo­stra la voca­zione del governo spa­gnolo a pro­teg­gere le grandi cor­po­ra­zioni dell’elettricità. Dove, ad esem­pio in Ger­ma­nia, le fonti rin­no­va­bili si è ten­tato di svi­lup­parle, le deci­sioni prese sono l’esatto con­tra­rio di quelle del governo spa­gnolo. Non solo l’accesso alla rete è gra­tuito, ma l’energia da fonti rin­no­va­bili ha anche una prio­rità di immis­sione, per­ché instal­lare pan­nelli solari è con­si­de­rata atti­vità di uti­lità sociale e infine al pro­dut­tore viene pagata oltre alla quan­tità di ener­gia immessa anche il valore ambien­tale che essa contiene.

Pren­der­sela però con il mini­stro Soria sarebbe limi­ta­tivo. La lobby dei petro­lieri è all’offensiva in tutto il mondo. Eppure la ricetta per gover­nare il clima e disin­qui­nare l’aria è nota: chiu­dere l’era dei com­bu­sti­bili fos­sili e aprire quella delle risorse solari. È la deci­sione tar­diva che chi ha a cuore il bene comune si aspetta prenda fra un mese il ver­tice Onu di Parigi, evi­tando l’ennesimo fal­li­mento auspi­cato dalle com­pa­gnie petrolifere.

Quanto sia grande la resi­stenza dei vec­chi dino­sauri che gover­nano l’energia e di quanti li rap­pre­sen­tano nei governi di tutto il mondo, la ren­dono bene prov­ve­di­menti come que­sto di tas­sare il sole o le tri­vel­la­zioni alla ricerca dell’ultima goc­cia di petro­lio o gas. Tanto acca­ni­mento e resi­stenza non sono spie­ga­bili solo con l’avidità di pro­fitto dei grandi mono­poli elet­trici, che spesso rie­scono a rica­vare anche dalle rin­no­va­bili. Oltre alla sete di gua­da­gni tanta resi­stenza si spiega anche con la difesa dell’enorme potere che deriva dalla gestione dell’energia. Uno dei tanti van­taggi delle fonti rin­no­va­bili è che sono fonti dif­fi­cil­mente mono­po­liz­za­bili. L’uso del sole e del vento sfugge alla cen­tra­liz­za­zione in poche mani per­ché deter­mina una mol­te­pli­cità di attori, può tra­sfor­mare ogni cit­ta­dino da utente a pro­dut­tore di ener­gia, non cri­stal­liz­zando poteri, come fanno il fos­sile e il nucleare.

La rivo­lu­zione solare di cui il mondo ha biso­gno per evi­tare la cata­strofe cli­ma­tica non decolla per l’eccesso di costi né tan­to­meno per limiti tec­nici, ma solo ed esclu­si­va­mente per man­canza di volontà poli­tica. È pro­ba­bile che il pros­simo 20 dicem­bre, quando si voterà in Spa­gna, sarà freddo e nuvo­loso. Però quando gli spa­gnoli andranno alle urne, oltre alle tante altre ragioni sociali, spe­riamo si ricor­dino del sole.

 

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