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Energie alternative

Energie alternative (65)

Con risparmi a incentivi rinnovabili si premia chi inquina di più

 

Roma, 20 Luglio 2017 – “Un regista di film dell’orrore non avrebbe potuto immaginare una trama più appropriata dell’emendamento PD alla Legge Europa 2017, approvato dalla Camera dei Deputati a larga maggioranza (291 sì e 56 no), secondo cui almeno la metà dei risparmi derivanti dall’esaurimento degli incentivi alle rinnovabili dovrà essere destinato a una riduzione della stessa A3 di chi, con la bolletta, finanzierà gli sgravi agli energivori, estendendola, rispetto alla prima versione, anche alle piccole e medie imprese.

Invece di riformare un meccanismo tariffario, che da troppo tempo penalizza le piccole e medie imprese, favorendo le grandi imprese, si risolve in piccola parte i loro problemi con una regalia a danno della possibilità, finora ribadita da tutte le istituzioni interessate e dalla stessa proposta di Strategia Energetica Nazionale, di riutilizzare le risorse liberate per la promozione di quelle rinnovabili che non hanno ancora raggiunto la competitività.

Perfetta la trama del film horror: si punisce chi vuole contrastare il cambiamento climatico a favore di chi, come gli energivori, più di altri contribuiscono a provocarlo”. Lo scrive in una nota il presidente del Coordinamento Free, Fonti rinnovabili ed efficienza energetica, GB Zorzoli.

12 Luglio 2017 ore 9.30

Politecnico di Milano - Campus Bovisa, via Lambruschini 4, Edificio BL28 - Aula Magna Carassa Dadda 

 

Nel 2016 il totale degli investimenti in efficienza energetica realizzati in Italia è stato pari a circa 6,1 miliardi di €. il mercato sta mostrando segnali positivi: gli investimenti negli ultimi 5 anni hanno seguito un trend positivo, mantenendo una crescita costante e facendo registrare un CAGR del 12,5%. L'Italia sembra finalmente pronta a compiere quel cambio di passo decisivo per far assumere al comparto dell'efficienza energetica un ruolo pivotale nello sviluppo strategico del settore energetico del nostro Paese.

Sono però numerose le questioni ancora aperte. In primis sugli attori tipici dell'efficienza energetica e su tutta la filiera del comparto. Al boom di ESCo certificate è corrisposto un miglioramento degli indicatori finanziari? Quali sono le best practice adottate dalle ESCo maggiormente di successo? Quanta parte del mercato dell'efficienza energetica in Italia è veramente appannaggio delle ESCo? Come si stanno muovendo le utility? Che modelli di business stanno implementando in ambito efficienza energetica?

Anche sugli "utilizzatori finali" di soluzioni di efficienza energetica ci sono ancora interrogativi in sospeso. Quanto è diffusa all'interno del sistema industriale del nostro Paese la "cultura" dell'efficienza energetica, intesa come consapevolezza del problema della gestione dell'energia e conoscenza degli strumenti più idonei ad affrontarlo? In ambito PA, la stesura dei PAES ha rappresentato un volano di sviluppo per investimenti di efficientamento energetico? Quanto è diffuso nel comparto edilizio il modello "nZEB"?

Pure il contesto normativo è incerto. Che impatto avranno le nuove linee guida per i TEE recentemente pubblicate? Quali sono stati costi ed i benefici di natura economica, sociale ed ambientale connessi al meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica dalla sua entrata in vigore ad oggi?

Alla luce di questi aspetti, che cosa ci possiamo attendere per prossimi anni? Quali potranno essere gli scenari futuri di sviluppo del mercato dell'efficienza energetica in Italia?

A tutti questi interrogativi proverà a dare una risposta la settima edizione dell'Energy Efficiency Report.

 

Programma della giornata:

9.30    Apre i lavori

           Umberto Bertelè, School of Management Politecnico di Milano

9.45    Presenta l'Energy Efficiency Report 2017

           Vittorio Chiesa, Energy & Strategy Group, Politecnico di Milano

10.45  Coffee break

11.15  Prima tavola rotonda Partner

12.00  Seconda tavola rotonda Partner

13.00  Light lunch 

14.00  Terza tavola rotonda Partner

15.00  Intervento di Francesco Sperandini, Presidente e Amministratore Delegato del GSE

16.00  Chiusura dei lavori

Ai presenti sarà consegnata in omaggio una copia dell'Energy Efficiency Report 2017.

 

Per iscriversi cliccareQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."> qui

LE ISCRIZIONI VERRANNO CHIUSE 3 GIORNI PRIMA DEL CONVEGNO E I DATI INSERITI NEL LINK DI ISCRIZIONE SARANNO UTILIZZATI PER REALIZZARE I BADGE, CHE SARANNO CONSEGNATI AI PARTECIPANTI IL GIORNO DELL'EVENTO 

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Scarica la locandina dell'Evento

L’ENEA presenta il Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica, il periodico aggiornamento sullo stato e gli sviluppi dell’efficienza energetica in Italia e sull’impatto, a livello nazionale e territoriale, delle politiche e misure per il miglioramento dell'efficienza negli usi finali.

 

La giornata sarà inoltre l’occasione per focalizzare l’attenzione delle istituzioni e delle imprese sullo stato attuale del parco immobiliare nazionale e le opportunità economico-ambientali derivanti da capillari e condivise strategie di riqualificazione energetica degli edifici, con particolare attenzione al settore pubblico.

Per confermare la partecipazione è richiesta la registrazione on line

 

Ulteriori informazioni e programma

 

 

Patrocinio della Camera dei deputati

 

Mentre a Bonn inizia il summit intermedio sul clima arriva la più grande azione di disinvestimento dai fossili da parte della Chiesa

Nove organizzazione cattoliche hanno annunciato ieri (10 maggio) di disinvestire dal settore fossile. Si tratta dell’annuncio congiunto più ampio fatto sino ad oggi dal mondo cattolico che fa seguito alla conferenza “Laudato Sì e investimenti cattolici” dello scorso gennaio, nata sulla scia dell’enciclica di Papa Francesco.

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SU TEKNECO.IT

Si terrà Martedì 16 maggio 2017, presso l’Hotel Nazionale, in Piazza Montecitorio, a Roma, il convegno

“Liberiamo in Italia l’autoproduzione da energie pulite”,

organizzato da Legambiente e Coordinamento Free.

Introdurrà Edoardo Zanchini (Legambiente) e coordinerà i lavori Gb Zorzoli (Coordinamento Free).

Tra i relatori anche Ignazio Abrignani (Commissione Attività Produttive Camera), Gianni Girotto (Commissione Industria […]

Allegati:

Puoi saperne di più e firmare la PETIZIONE QUI

Nel ddl “Concorrenza”, che arriverà in aula del Senato nelle prossime settimane, sono previste diverse misure, anche su materie che riguardano l'energia, tra le quali la fine del “servizio di maggior tutela” per le tariffe elettriche per gli utenti domestici e le piccole imprese.

Oggi sono circa 20 milioni gli utenti domestici che sono restati in questo sistema, mentre chi scelto di passare al “mercato libero”, secondo diverse ricerche, sta pagando tariffe più alte, in particolare le utenze con i consumi minori.

Per questo - associandosi a quanto già richiesto da associazioni sindacali, ambientaliste, dei consumatori – chiediamo un impegno concreto a Governo e Parlamento affinché, nell'esame in aula del ddl Concorrenza, venga cancellata la fine del mercato di maggior tutela, strumento necessario soprattutto per tutelare le utenze più deboli.

COMUNICATO STAMPA


APPROVATO IL PIANO ENERGETICO REGIONALE. ACCOLTE PARTI DELLE PROPOSTE PRESENTATE DA CGIL CISL UIL, ENERGIA PER L'ITALIA, LEGAMBIENTE, WWF, SÌ ALLE RINNOVABILI NO AL NUCLEARE

Ieri l'Assemblea Legislativa ha approvato il Piano Energetico Regionale. Già nella fase in cui era possibile presentare "Osservazioni" al Piano sono state accolte diverse proposte presentate disgiuntamente dagli scriventi. Successivamente Cgil Cisl Uil, Energia per l'Italia, Legambiente, WWF e Si alle rinnovabili No al nucleare hanno deciso di presentare congiuntamente nuove osservazioni al Piano, precisando ulteriormente le proposte precedentemente avanzate, presentando il documento: “Regione Emilia Romagna: faccia scelte più coraggiose sui cambiamenti climatici. Si progetti ora il futuro il cui orizzonte è il 100% rinnovabili.

Il Piano approvato assume come riferimento temporale il 2050 e a quella data “la Regione si impegna nei confronti di una decarbonizzazione dell'economia tale da raggiungere, entro il 2050, una riduzione delle emissioni serra almeno dell'80% rispetto ai livelli del 1990. Tale obiettivo dovrà essere raggiunto, in via prioritaria, attraverso una decarbonizzazione totale della generazione elettrica, un progressivo abbandono dei combustibili fossili in tutti i settori, in primo luogo nei trasporti e negli usi per riscaldamento e raffrescamento” (responsabili del 70% delle emissioni climateranti).

Il riferimento al 2050, che noi abbiamo chiesto - anziché il 2030 come precedentemente previsto, cioè tra 13 anni, è indispensabile se si vuole dare immediatamente avvio alla pianificazione degli strumenti e delle misure, e alla loro attuazione, per cogliere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti.

Avevamo proposto di inserire nel piano, apposite agevolazioni fiscali per promuovere gli interventi privati nelle aree del risparmio energetico e della produzione da energie rinnovabili, ma purtroppo questa richiesta non è stata accolta. Auspichiamo che le migliori indicazioni del piano siano coerentemente messe in pratica, a partire dai Piani Triennali di Attuazione.

E’ stato invece istituito su nostra richiesta, un “Tavolo per il monitoraggio delle azioni e dei risultati del Piano” nell’ambito del PTA (Piano Triennale di Attuazione) con la presenza delle parti sociali e delle associazioni ambientaliste, che con cadenza annuale verifichi periodicamente le politiche ed azioni previste nei vari strumenti di programmazione (PER, PRITT, PAIR).

Il PTA è lo strumento operativo del Piano e distribuisce le risorse economiche (in maggioranza fondi comunitari) sulla base di assi di intervento previsti dalla comunità europea e che a nostro avviso essere più efficacemente indirizzate rispetto al passato nei settori della riqualificazione energetica degli edifici e della mobilità sostenibile.

Sulla qualificazione edilizia, urbana e territoriale sono previste, ma dovranno essere ulteriormente incentivate, alcune specifiche sperimentazioni per una riqualificazione energetica di interi edifici, condomini e quartieri (retrofit energetico e adeguamento sismico).

Per la qualificazione delle imprese (industria, terziario e agricoltura), gli incentivi per le diagnosi energetiche dovranno essere subordinati a concreti interventi di efficientemente energetico. In materia abbiamo ravvisato e segnalato che le risorse destinate alla riqualificazione energetica delle piccole e medie imprese non hanno raggiunto nel recente passato gli obiettivi di contenimento delle emissioni clilmalteranti prefissate.

Infine registriamo con soddisfazione che a sostegno dei PAES (Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile), dell’utilizzo del bio-metano e sulle comunità solari, sono stati fatti con inserimenti diretti nel Piano, o attraverso Ordini del Giorno, significativi passi avanti.

Dopo l’approvazione del Piano la nostra azione di proposta e di monitoraggio per una regione più sostenibile, come tra l’altro previsto dal Patto per il Lavoro sottoscritto con la Giunta Regionale del luglio 2016, si svolgerà partecipando al “Tavolo per il monitoraggio delle azioni e dei risultati del Piano”, con l'intento di contribuire a raggiungere finalmente al 2050, l’obiettivo della decarbonizzazione regionale.


CGIL CISL UIL ER, ENERGIA PER L'ITALIA, LEGAMBIENTE, WWF, SÌ ALLE RINNOVABILI NO AL NUCLEARE



Bologna, 2 marzo 2017

Abbiamo appena lanciato la petizione "Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella: Fermiamo i pozzi di petrolio in Basilicata" e vorremmo sapere se puoi darci una mano aggiungendo la tua firma e divulgando l'appello.



Il nostro obiettivo è raggiungere più firme possibili. Abbiamo bisogno di tutto il tuo sostegno. Puoi saperne di più e firmare la petizione qui:
Fermiamo i pozzi di petrolio in Basilicata

Grazie!
ScanZiamo le Scorie

Rilanciamo la petizione "Parlamento: Manteniamo il "Servizio di maggior tutela" nella fornitura di energia elettrica."
 
Puoi saperne di più e firmare la PETIZIONE QUI

Nel ddl “Concorrenza”, che arriverà in aula del Senato nelle prossime settimane, sono previste diverse misure, anche su materie che riguardano l'energia, tra le quali la fine del “servizio di maggior tutela” per le tariffe elettriche per gli utenti domestici e le piccole imprese.

Oggi sono circa 20 milioni gli utenti domestici che sono restati in questo sistema, mentre chi scelto di passare al “mercato libero”, secondo diverse ricerche, sta pagando tariffe più alte, in particolare le utenze con i consumi minori.

Per questo - associandosi a quanto già richiesto da associazioni sindacali, ambientaliste, dei consumatori – chiediamo un impegno concreto a Governo e Parlamento affinché, nell'esame in aula del ddl Concorrenza, venga cancellata la fine del mercato di maggior tutela, strumento necessario soprattutto per tutelare le utenze più deboli.

 

La tua firma è un passo cruciale iniziale nella partecipazione della campagna "Al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni : Scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti".

Ecco il testo della petizione:

Nella prima settimana di marzo, l’aula del Senato riprenderà l’esame sul ddl Concorrenza.
Su spinta delle Associazioni ambientaliste, dei consumatori e del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica sono stati presentati emendamenti importanti che riguardano lo sviluppo della generazione distribuita di energia rinnovabile, che potrebbero consentire il ripristino dei “sistemi di distribuzione chiusi”, reti elettriche che permettono di scambiare energia prodotta verso più clienti.

L’utilizzo dei “sistemi di distribuzione chiusi” da parte dei singoli cittadini “prosumers” o da piccole, medie o grandi aziende, rompe definitivamente un sistema basato su forme di oligopolio che scaricano sui costi energetici di ognuno di noi le loro inefficienze, i loro gigantismi organizzativi, i loro sprechi infiniti.

Si tratta di una necessità sulla quale nel luglio del 2016 è intervenuta anche l’AGCM (Aurotità Garante della Concorrenza e del Mercato) ritenendo che gli “ostacoli alle reti private definiscono una discriminazione a favore del modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione e sulla trasmissione e distribuzione attraverso reti pubbliche dell’elettricità e dell’unità di consumo, che riflette per lo più le scelte tecnologiche compiute nel passato e non favorisce le evoluzioni delle reti verso nuovi modelli di organizzazione del sistema elettrico che possono utilmente contribuire al raggiungimento degli obbiettivi generali di convenienza dell’energia per gli utenti, innovazione, sicurezza e sostenibilità finanziaria del sistema elettrico nazionale, oltre che di tutela della concorrenza” chiedendo al Parlamento “ad una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU (rete Interna di Utenza) e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”. Nelle conclusione l’AGCM chiede al Ministro dello Sviluppo Economico, al Presidente della X commisione e ad altre istituzioni di intervenire “ad una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”.
Durante l’esame del ddl concorrenza tenuto nella commissione Industria del Senato, il Governo ha preso perfino un impegno con l ‘approvazione dell’ordine del giorno G/2085/48/10.

La mancata approvazione e la penalizzazione di questi sistemi impedisce ad energie come il fotovoltaico ma anche a tutte le altre fonti rinnovabili, di potersi affermare e diffondere in tutto il territorio nazionale.
L’applicazione di questa riforma non squilibra le reti ma le razionalizza, le rende più programmabili e le accorcia, determinando un’immediato risparmio in termini di efficienza dato che la rete perde in trasmissione almeno il 10% di quando immette.

Sembra che sull’esame del provvedimento in aula il Governo sarebbe intenzionato a chiedere la fiducia sul testo, apportando alcune modifiche.

Per questo chiediamo un impegno concreto a Governo e Parlamento affinché nell’esame in aula del ddl concorrenza venga finalmente approvata questa norma.

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