Convegno FREE “La transizione energetica alla sfida dell’occupazione” Roma , 21 Giugno 2019 ore 15.00

sala Angiolillo presso palazzo Wedekind in piazza Colonna n. 366 a Roma

15.00 – Apertura dei lavori

GB Zorzoli, Presidente FREE – Relazione introduttiva: I nodi della riconversione produttiva

Luca Benedetti, Head of Energy Studies, Statistics and Sustainability, GSE – I risvolti occupazionali della transizione energetica.

Giuseppe Artizzu, Executive Director, Strategy and Development, Engie Eps – Lo sviluppo nell’industria dell’accumulo chimico come nuovo sbocco occupazionale

Livio de Santoli, Prorettore alle Politiche Energetiche, Sapienza Università di Roma – Traiettorie evolutive della formazione del settore dell’energia

Ne discutono:

Edoardo Zanchini, Vice Presidente Legambiente

Gianna Fracassi, Vice Segretario Generale CGIL

Antonello Gisotti, FIM CISL

Tavola Rotonda coordinata da Francesco Ferrante (Vice Presidente FREE)

Gianni Girotto (Presidente X Commissione del Senato), Gianluca Benamati Vice Presidente della X Commissione Camera), Rossella Muroni (VIII Commissione della Camera dei Deputati), Luca Squeri (Membro della X Commissione della Camera dei Deputati)

Allegati:

Quando i grafici inquietano – su Climalteranti

Q

L’altro giorno un amico mi ha girato questo grafico sull’andamento della superficie nevosa della calotta di ghiaccio in Groenlandia soggetta a fusione, con la domanda: si sono starati gli strumenti di misurazione?

La linea rossa, che mostra la percentuale di superficie di fusione nel 2019, sembra in effetti essere impazzita, fuori scala rispetto ai dati del range interquartile 1981-2010 (ossia dove sono compresi il 50% dei dati de periodo, grigio scuro) o del range interdecile (che comprende il 90% dei dati, grigio chiaro).

La risposta, purtroppo, è no, gli strumenti e le elaborazioni del National Snow and Ice Data Center funzionano correttamente. Effettivamente la fusione della neve superficiale in Groenlandia nei giorni scorsi è stata notevole per questo periodo dell’anno: quasi metà della superficie sta fondendo ancora prima che inizi l’estate.

L’area soggetta a fusione è stimata a partire da dati satellitari tramite un algoritmo che indica “fusione sì” o “fusione no” per ogni cella di 25 x 25 km su una mappa quotidiana, elaborata “quasi in tempo reale”.

Se si consulta il grafico interattivo del NSIDC, si nota come gli eventi di fusione anticipata avvengono dall’inizio di questo decennio, con picchi più vistosi nel 2012 e nel 2016.

La fusione superficiale accelera durante la seconda settimana di aprile con picchi verso la fine del mese e nei primi giorni di maggio. Le condizioni meteorologiche negli ultimi 2 mesi sono state caratterizzate da temperature ben al di sopra la media del periodo di riferimento 1981-2010, con più di 4 gradi centigradi sopra la media del periodo e venti prevalentemente orientali.

Nonostante questo sia stato un riscaldamento rilevante, l’estensione della fusione superficiale della neve stagionale è comparabile agli anni precedenti del periodo 2010-2018.

Tuttavia non va sottovaluta: le osservazioni raccolte dalle stazioni meteo in Groenlandia indicano che negli ultimi anni, basse precipitazioni nevose combinate con il riscaldamento superficiale provocano una precoce fusione del manto nevoso stagionale. Altri dati satellitari mostrano dal 1992 un calo quasi costante della massa complessiva della calotta di ghiaccio che copre l’isola, un calo che contribuisce all’innalzamento del livello medio dei mari.

Oltre a cercare di ridurre le emissioni climalteranti il più rapidamente possibile, conviene quindi prepararci pianificando e attuando in tempo azioni di adattamento agli impatti sulle coste.

Testo di Stefano Caserini, Sergio Castellari, Sylvie Coyaud e Paolo Gabrielli

Appello per il 24 maggio – Sciopero Mondiale sul clima

Prendiamoci in mano i destini della Terra e obblighiamo i governi a seguirci.

Siamo scesi insieme a voi nelle piazze del 15 marzo per il “Global strike for Future” perché finalmente una nuova generazione vuole prendere in mano i destini del pianeta. Ci siamo battuti, molti da lunghissimi anni, mossi dalle stesse vostre preoccupazioni, documentando e denunciando la devastazione di uno sviluppo fondato sulla spoliazione e il saccheggio delle risorse naturali. Contro il nuovo odioso colonialismo del landgrabbing, che attraverso i meccanismi della mera acquisizione di mercato priva intere popolazioni dei loro diritti, delle loro terre e delle loro acque senza dar loro nemmeno la possibilità di essere ascoltati o addirittura attraverso vere e proprie deportazioni.

Il consumo di risorse naturali ha assunto un ritmo sempre più vertiginoso. Il rapporto UNEP 2011 prevede entro il 2050 una triplicazione del consumo di minerali, idrocarburi, materiali da estrazione e biomasse rispetto alle attuali 16 tonnellate medie pro capite, con punte di 40 tonnellate rispetto alle 4 tonnellate pro capite dell’India; e quello dell’India è un consumo complessivo di poco inferiore a quello mondiale all’inizio del XX secolo. “Il consumo globale di risorse sta esplodendo” e “la prospettiva di molto più alti livelli di consumo di risorse è assai al di là di ciò che è verosimilmente sostenibile”. A questa crescita irrazionale e depauperante il pianeta vanno contrapposte, soprattutto nei Paesi ricchi, politiche di “disaccoppiamento” tra crescita economica e consumo di risorse, ben sapendo che “prosperità e benessere non dipendono dal consumare quantitativi sempre maggiori di risorse” e che “disaccoppiamento non vuol dire uno stop alla crescita, ma fare di più con meno

In America Latina, Asia e Africa sempre più grandi foreste, terre comunitarie, bacini fluviali e interi ecosistemi vengono spogliati e le comunità sfollate. La diversità biologica viene costantemente ridotta, la grande barriera corallina australiana è a rischio nei suoi 3000 km e il respiro degli oceani è soffocato dalla plastica.

E, soprattutto, è in atto quella che è stata chiamata “la più grande minaccia di questo secolo”: il cambiamento climatico, la transizione all’instabilità climatica che si abbatte su uomini e cose con l’intensità degli eventi meteorologici estremi, mentre si estendono le aree desertiche, cresce la siccità, si addensa negli ultimi vent’anni il numero dei massimi di temperatura media della terra. La calotta artica si è spaccata nel 2006 aprendo la caccia senza regole al suo sottosuolo, nel 2017 si è staccato dall’Antartide un “iceberg” più grande della Liguria. 

Continuare così non è possibile, incalcolabili le violenze e i danni alla biosfera in cui viviamo, rubato il futuro alle generazioni che verranno.

I governi di tutto il mondo, colpevolmente lenti nell’applicare il Protocollo di Kyoto (2005), oggi in ritardo nell’attuare gli impegni dell’Accordo di Parigi ratificati nel 2016 da 180 Paesi, devono accelerare la loro azione per fare più efficacemente fronte al cambiamento climatico e mantenere l’impegno preso di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5 °C.

Lo sconquasso del clima è causa di migrazioni interne e della fuga disperata delle popolazioni più povere e vulnerabili, colpite da fame, sete e malattie endemiche, marginalizzate nei loro territori, spesso nel nome stesso dello sviluppo e dell’innovazione. I rischi dovuti ai disastri ambientali accrescono tensioni e conflitti e nel 2017 hanno causato, da soli, l’esodo di 60 milioni di rifugiati ambientali, ma saranno quattro volte tanti nel giro di soli vent’anni.

Occorre “costruire ponti” senza ridurre tutto alla sola questione dell’accoglienza e della sicurezza, ponti capaci di ridurre la distanza tra chi ha troppo e chi non ha abbastanza, tra l’opulenza e la povertà, come indicato dagli obiettivi globali dell’Agenda 2030 proposta dalle Nazioni Unite.

Occorre modificare i nostri stili di vita, le nostre culture e il nostro modo di pensare se vogliamo dare futuro al futuro. Decarbonizzare l’economia sostituendo i combustibili fossili con le fonti rinnovabili, trasformare i rifiuti in nuovi prodotti com’è tecnologicamente possibile, fare di più con meno, organizzare la società della sufficienza affinché ogni risorsa sia utilizzata senza sprechi e nel modo più appropriato fino all’autogestione, privilegiare l’acquisto di beni durevoli sostenibili, praticare il commercio equo e solidale e la finanza etica: sono i passaggi fondamentali verso quella “conversione ecologica dell’economia e della società” – una nuova alleanza tra uomo e natura e degli uomini tra loro – che pensatori e movimenti hanno proposto da oltre trent’anni e che ha trovato una sua lettura di alto valore spirituale nella Laudato si’ di Papa Francesco.

Non siamo accanto a voi non per “passarvi il testimone” delle lotte che abbiamo fatto, ma per condurre insieme a voi quest’azione di cambiamento, per condividere l’impegno quotidiano, per smuovere tutti con grandi pacifiche mobilitazioni. Per questo ci ritroveremo insieme il 24 maggio 2019.

Prendiamoci in mano i destini della Terra e obblighiamo i governi a seguirci.

Massimo Scalia CIRPSAurelio Angelini CNESA2030-Unesco  –  Daniela Padoan Forum LAUDATO SI’  –  Enrico Vicenti Segretario CNI-UnescoRoberta Cafarotti  Dir. Scient. EARTH DAY ITALY – Vanessa Pallucchi Vice Pres. LEGAMBIENTE Pippo Onufrio  Dir. Gen. GREENPEACE ITALIA  –  Enzo Naso Dir. CIRPS –  Gianni Silvestrini Dir. Scient. KYOTO CLUB  –  Ermete Realacci Pres. SYMBOLA – Mariagrazia Midulla Resp. Clima & Energia  WWF Mario Agostinelli Pres. ENERGIA FELICE –  Marialuisa Saviano Pres. IASS – Mario Salomone Segr. Gen. WEEC NETWORKSergio Ferraris Dir. QUALE ENERGIAVittorio Bardi Pres. SÌ ALLE RINNOVABILI, NO AL NUCLEARE –  Paola Bolaffio Dir. GIORNALISTI NELL’ERBA – Gianni Mattioli CNESA2030-Unesco Serenella Iovino University of North Carolina Michela Mayer CNESA2030-Unesco Marco Fratoddi Dir. SAPERE AMBIENTE –  Monica D’Ambrosio Giornalista –  Paolo Bartolomei Commiss. Scient. DECOMMISSIONING – Anna Re Univ. IULM, Milano –  Ilaria Romano Giornalista  –  Gianluca Senatore  Univ. LA SAPIENZA-Roma  – Pasquale StiglianiSCANZIAMO LE SCORIE”, ScanzanoGian Piero Godio PRO NATURA, Vercelli –Filippo Delogu CNESA2030-Unesco –Silvia Zamboni Giornalista Enzo Reda MOV. ECOLOGISTA – Linda Maggiori Blogger Giuditta Iantaffi Coord. Doc. GIORN. NELL’ ERBA – Oreste Magni ECOISTITUTO-VALLE DEL TICINO  Lucia Lombardo Studentessa  Giurisprudenza, Univ. LA SAPIENZA-RomaAnastasia Granito Studentessa Studi Orientali, Univ. LA SAPIENZA-Roma – Lara Attiani Studentessa Liceo MACHIAVELLI, Roma – Giulia Apicella studentessaLiceo TOUSCHEK, Grottaferrata (RM) – Elena Faustina Beste Studentessa Liceo SCUOLA GERMANICA, Roma – Francesca Contu Studentessa Liceo Classico DETTORI, Cagliari –  Marco Del Signore Liceo Scientifico CAVOUR, RomaDavide Volpi Studente Scuola Media P. VIRGILIO MARONE, Pomezia (RM) – Laura Sciarretta, Studentessa Scuola Media ALBERTO SORDI, Roma – Elia Pistono, Studente Scuola Elementare BERTINETTI, Vercelli  – Mia Pistono Studentessa Scuola Elementare BERTINETTI,  Vercelli

Presentazione Renewable Energy Report 9 Maggio 2019 ore 9.30 – 13.00

Convegno Renewable Energy Report 2019

le rinnovabili alla sfida della market parity

Politecnico di Milano – Campus Bovisa, via Lambruschini 4, Edificio BL28 – Aula Magna Carassa Dadda 

Nella quinta edizione del Renewable Energy Report saranno affrontati i seguenti punti: Stato dell’arte delle rinnovabili in Italia in termini di nuove installazioni e produzione di energia; Analisi critica e sostenibilità degli scenari di sviluppo presentati nel PNIEC, con un approfondimento relativo alla tematica del consumo di suolo e dell’utilizzo delle aree dismesse; Analisi dei servizi di O&M e loro evoluzione in termini di offerta e di prezzo; Approfondimento relativo allo stato dell’arte degli impianti fotovoltaici presenti sul territorio con un focus su quelle che sono le best practices in termini di gestione e manutenzione degli stessi (a cura del GSE); Potenziale di mercato e raccomandazioni strategiche per raggiungere gli obiettivi previsti.
Questi gli obiettivi del convegno di presentazione dei risultati del Renewable Energy Report, coinvolgendo come sempre nel dibattito le imprese Partner della ricerca per discutere e approfondire le analisi svolte e renderle strumento di lavoro per tutti coloro che operano o intendono operare nel comparto delle fonti rinnovabili in Italia.  
Bozza di Programma della giornata:
Ore 9.30 Apre i lavori Umberto Bertelè, School of Management Politecnico di Milano
Discutono e dibattono i Partner e Sponsor della Ricerca:
– Ore 9.45 – 11.00 Prima tavola rotonda: Il PNIEC ed il ruolo delle rinnovabili in Italia:
l’analisi critica dei “numeri? e la sostenibilità per il sistema elettrico.   EDISON (Alessio D’Agostino) ENEL (Fabio Grosso) EDP RENEWABLES (Roberto Pasqua) FALCK RENEWABLES (Carmelo Scalone) INNOGY ITALIA (Alessandro Totaro) ERG (Angelo Leonelli) IEG – KEY ENERGY (Gianni Silvestrini)  – Ore 11.15 – 11.50 Seconda tavola rotonda: Permitting, recupero delle aree dismesse ed altri strumenti normativi per garantire lo sviluppo delle rinnovabili in Italia
DELOITTE (Emanuele Bottazzi) TEON (Riccardo Bani) MEDIOCREDITO ITALIANO (Giuseppe Dasti) ALPERIA (Giovanni Bartucci) GR Value (Gianluca Veneroni)  
– Ore 12.00 – 12.45 Terza tavola rotonda: La gestione del parco installato: le sfide dell’O&M tra innovazione tecnologica e di modello di business  EF SOLARE ITALIA (Diego Percopo) ACEA (Filippo Stefanelli) ENERGY INTELLIGENCE (Luca Bonzagni) AGSM (Marco Giusti) SOFTECO (Stefano Neri) NOI Techpark Südtirol Alto Adige (Stefano Dal Savio)  
– 12.45 – 13.15 Interventi di chiusura: GSE Regione Lombardia, tbc  
Alla conclusione del convegno, si terrà un networking lunch.     
Ai presenti sarà consegnata in omaggio una copia del Renewable Energy Report – 5a ed. fino ad esaurimento copie  

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