26.02 Bologna Conferenza finale del progetto Life IRIS – Improve Resilience of Industry Sector

Gentilissimi,

siamo lieti di invitarvi alla Conferenza finale del progetto Life IRIS – Improve Resilience of Industry Sector, organizzata da ERVET in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, martedì 26 febbraio alle ore 9.00 all’Oratorio San Filippo Neri (Via Manzoni, 5 – Bologna).

La giornata sarà un momento di confronto sul tema del cambiamento climatico a scala territoriale e industriale, una delle sfide più impegnative di sempre a livello globale.

Seguiranno a brevissimo invito e programma dettagliato dell’evento. Nell’attesa, per scoprire di più su IRIS potete consultare il sito del progetto: http://www.lifeiris.eu/

Al fine di garantirvi la migliore accoglienza e organizzazione vi chiediamo di registrarvi su eventbrite

Cordiali Saluti,

Ilaria Dall’Olio

Segreteria organizzativa

Laboratorio delle Idee, Bologna

Tel. 051 273861

Quanto sono aumentate le temperature medie in Italia? da Climalteranti.it


Quanto sono aumentate le temperature medie in Italia?
Numerosi giornali e altri mezzi di informazione hanno riportato la notizia del record nel 2018 delle temperature medie in Italia, derivanti dai dati raccolti ed elaborati dall’ISAC-CNR. In alcune notizie si può leggere che sono aumentate di 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali, in altre 1,58° C sopra la media dell’ultimo trentennio.
Il motivo di questa diversità dei valori forniti si spiega nella mancanza di attenzione verso un fattore importante che deve essere legato al valore numerico dell’aumento delle temperature, ossia il periodo di riferimento utilizzato. Se si prende un diverso periodo di riferimento come valore “zero” della variazione delle temperature, cambia il valore dell’aumento.
I dati dell’originale figura dell’ISAC-CNR sono riferiti al periodo 1971-2000. Non c’è un motivo fisico o climatologico per scegliere questo periodo; è una convenzione utilizzata dagli scienziati che hanno elaborato i dati. Anche a livello globale si usano diversi periodi di riferimento, la NASA-GISS usa il periodo 1951-1980, la NOAA il periodo 1901-1999; il Met-Office il periodo 1961-1990. Jim Hansen usa la media del periodo 1880-1920 (vedi grafico qui a fianco). La conversione fra le anomalie delle temperature nei vari periodi di riferimento non è difficile: se ad esempio le temperature medie nel periodo1951-1980 sono state (secondo i dati NASA-GISS) di 0,25 °C più calde di quelle del periodo rispetto al periodo 1880-

1909, per passare dai dati originali a quelli espressi rispetto a questo secondo periodo basta sommare questo valore ai dati originali.
Non c’è un periodo più adatto degli altri a costituire il periodo di riferimento. Di solito si considera un periodo lungo almeno 20 o 30 anni. Ad esempio, nei grafici qui sotto vediamo a sinistra le temperature globali espresse rispetto al periodo 1951-1980 e a destra rispetto al 1880-1899 (fonte: Realclimate)
 
 

La scelta del periodo dipende in sostanza dall’uso del grafico, dal messaggio che si vuole comunicare. Se è per confrontare le temperature globali stimate da 5 diversi centri di ricerca, allora il grafico di sinistra va bene. Se si vuole mostrare il totale del riscaldamento globale in corso, può essere più comodo fare riferimento al periodo più antico disponibile, e allora il periodo 1880-1899 può esser preferibile.
Se interessa il riscaldamento rispetto “al periodo preindustriale” allora di nuovo conviene fare riferimento ad un periodo antico: lo Special Report IPCC su 1,5 °C di riscaldamento globale ha scelto il periodo 1850-1900 come periodo di riferimento per il periodo preindustriale e lo ha usato in tutto il Rapporto, motivandolo in modo dettagliato nel capitolo 1.2.1.2; scrivendo ad esempio “Qualsiasi scelta del periodo di riferimento utilizzata per approssimare le condizioni “preindustriali” è un compromesso tra la disponibilità dei dati e la rappresentatività delle tipiche condizioni di forzanti solare e vulcanica nel periodo pre-industriale”.
Per i dati italiani, il trentennio più antico è il periodo 1800-1829. Si può notare nella prima immagine di questo post (o si può calcolare stimando graficamente i valori, non essendo disponibili i dati numerici) che la media delle temperature in questo periodo è circa -1,4 °C inferiore al periodo 1971-2000. Se si somma questo dato (in valore assoluto) all’anomalia del 2018 dichiarata dall’ISAC-CNR (+1,58 °C) se ne ricava che l’anomalia delle temperature medie in Italia del 2018 rispetto al primo trentennio di dati disponibili è pari a circa 3 °C.
Per quanto detto in precedenza, è sbagliato concludere che l’aumento delle temperature medie in Italia è tre volte la media globale. Se ci si riferisce al periodo 1880-1909, l’aumento in Italia è pari a circa 2,5 °C, mentre a scala globale è pari a 1,08 °C (secondo NASA-GISS) Inoltre, per valutare il riscaldamento globale non ci si dovrebbe riferire ad un solo anno, ma ad un periodo più lungo. La media delle anomalie delle temperature degli ultimi 10 anni in Italia è pari a 2,1 °C, contro un valore di 1,0 a livello globale. L’Italia si è quindi scaldata nell’ultimo decennio poco più del doppio del valore globale.
Al di là di queste precisazioni, sono davvero interessanti i tanti modi grafici per esprimere l’inequivocabile realtà del riscaldamento globale, disponibili in rete, come le mappe dal 1950 al 2018, oppure le animazioni sui dati di Berkeley Earth in forma di mappa o per Paese, o ancora i grafici a spirale (usati ad esempio qui).

Autoconsumo e comunità energetiche, il governo recepisca subito la direttiva europea.

Una lettera al Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio

Le associazioni Anev, Greenpeace, ITALIA SOLARE, Legambiente, Kyoto Club e WWF, hanno inviato una lettera al Ministro Luigi Di Maio per chiedere l’immediato recepimento delle norme in materia di autoconsumo e comunità energetiche della Direttiva 2001/2018/UE sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, e nello specifico degli articoli 21 e 22.

A differenza di altri Paesi europei in Italia oggi manca completamente un quadro normativo che consenta di dare un significato economico a comunità di energia rinnovabile e in generale a forme di produzione e consumo collettivo di energia – sottolineano le associazioni firmatarie della lettera – per questo il recepimento degli articoli 21 e 22 è assolutamente urgente e prioritario”.

Il quadro normativo italiano sull’autoconsumo è costituito da disposizioni frammentarie e disorganiche incapaci quindi di dare segnali di lungo periodo agli investitori. Le installazioni di impianti da energia rinnovabile, ricordano le associazioni, sono sostanzialmente ferme da 5 anni anche a causa del fatto che ancora si attende l’emanazione del DM FER1 necessario a far ripartire il settore.

Dai dati del Piano Energia Clima risulta che la quota di energia rinnovabile nei consumi elettrici era del 33% nel 2014 ed è stata del 34 % nel 2018. In mancanza di un quadro normativo organico per la generazione distribuita il raggiungimento degli obiettivi contenuti nella proposta di Piano Energia Clima al 2030 è impossibile. Come se non bastasse la gestione dei mercati, delle reti e del dispacciamento di energia elettrica sono ancora integralmente basati sul presupposto di un sistema centralizzato di produzione di energia. Mancano dunque sbocchi di mercato in Italia a tutte le applicazioni tecnologiche e digitali per le smart grid, la condivisione di energia e l’interfaccia diretta fra produttore e consumatore, con rischio di grave danno all’industria nazionale.

Nella lettera le associazioni ricordano che gli attuali strumenti di supporto contro la povertà energetica sono complessi e inefficaci, mentre le comunità di energia rinnovabile potrebbero costituire uno strumento di solidarietà e supporto molto effettivo per le situazioni di disagio sociale, sia in termini di garanzia della fornitura energetica sia in termini di opportunità occupazionali nei territori.                                                  

I firmatari auspicano l’urgente recepimento di tutta la direttiva sfruttando l’imminente legge di Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione Europea o perlomeno l’adeguamento immediato attraverso tale provvedimento alla nuova normativa in materia di autoconsumo e comunità di energia rinnovabile degli articoli 21 e 22 che rivestono carattere di assoluta urgenza considerato lo stato di stagnazione e mancanza di prospettive di medio periodo del comparto delle rinnovabili e delle smart grids in Italia.

Milano 14 Febbraio – 9.30 – 13.00 – Presentazione Digital Energy Report 2018

Digital Energy Report: 

Smart Cities e Digital Energy in Italia: un quadro d’assieme, di luci ed ombre

Presentazione Digital Energy Report 2018

14 Febbraio 2019 ore 9.30 – 13.00

Politecnico di Milano – Campus Bovisa, via Lambruschini 4, Edificio BL28 – Aula Magna Carassa Dadda 

Sempre più frequentemente ci si imbatte nel termine “Digital Energy” ad indicare la possibilità di utilizzare le tecnologie digitali per “controllare” i consumi di energia. In realtà, dietro questo termine si nasconde molto di più: l’uso di tecnologie digitali sempre più avanzate è ben più profondo lungo la filiera dell’energia, interessandone tutte le fasi, dalla produzione alla vendita; l’impiego potenziale del digitale va ben oltre il solo controllo.

Nella seconda edizione del Digital Energy Report verranno affrontati i seguenti punti:

  • Presentazione del contesto di riferimento: Digital Energy, tecnologie caratterizzanti, applicazioni e operatori.
  • Presentazione del framework teorico di inquadramento dei concetti di smart city e smart community, con un focus particolare sulle soluzioni tecnologiche e digital, le rispettive applicazioni in ambito living, mobility ed environment, il livello di pervasività delle soluzioni nelle città, la regia e il coordinamento in termini di attori e modelli di finanziamento coinvolti.   
  • Presentazione dei risultati relativi all’analisi del contesto italiano per quanto riguarda l’evoluzione delle città verso un più elevato livello di smartness.
  • Analisi di casi interessanti all’interno del contesto europeo e mondiale, in ottica benchmark rispetto all’Italia, con l’obiettivo di identificare analogie e differenze. 
  • Analisi di soluzioni tecnologiche emergenti quali blockchain e data analytics applicate al contesto cittadino in termini di potenziali applicazioni ed impatti.
  • Questi gli obiettivi del convegno di presentazione dei risultati del Digital Energy Report, che coinvolgerà come sempre nel dibattito le imprese Partner della ricerca per discutere e approfondire le analisi svolte e renderle strumento di lavoro per tutti coloro che operano o intendono operare nell’ambito specifico oggetto dello studio.

Bozza di programma della giornata: 

Ore 9.30 –   Inizio lavori: Introduzione

                   Umberto Bertelé e Vittorio Chiesa – Politecnico di Milano

Ore 9.45 –   Presentazione del Digital Energy Report

                   Davide ChiaroniFederico FrattiniJosip Kotlar – Politecnico di Milano – Politecnico di Milano

Ore 10.30 – Coffee break

Ore 10.45 – Prima tavola rotonda imprese Partner

  1. AGSM ENERGIA tbd
  2. CESI tbd
  3. EDISON – Paolo Quaini –  Direttore Servizi Energetici ed Ambientali di Edison
  4. ENEL – Mariarita Asci – Responsabile Monitoring & Verification Solutions
  5. EVOLVERE – Filippo Falcin – Marketing e Digital Manager
  6. SIRAM – Nicola Cipiciani – Responsabile Energy Markets & Regulation

Ore 11.30 – Seconda tavola rotonda imprese Partner

  1. ENERGY INTELLIGENCE – Luca Bonzagni – Amministratore Delegato
  2. EVERIS tbd
  3. GMT – Emanuele Giglio – Responsabile Reparto Ricerca&Sviluppo 
  4. L’Energie, gruppo METRON – Lorenzo Granato – Business Developer
  5. SEASIDE – Paolo Benfenati – Consigliere Delegato
  6. TREE SOLUTIONS tbd

Ore 12.15 – Q&A

Ore 12.30 – Chiusura dei lavori

Ai presenti sarà consegnata in omaggio una copia del Digital Energy Report 2a ed. fino ad esaurimento copie

Per iscriversi all’evento cliccare QUI 

IL SISTEMA NON INVIERA’ UNA MAIL DI CONFERMA ISCRIZIONE, SE NON VI VIENE NOTIFICATO UN ERRORE SIETE CORRETTAMENTE ISCRITTI. E’ SUFFICIENTE ISCRIVERSI UNA SOLA VOLTA.

L’ARIA CHE TIRA SUL PIANETA – di Mario Agostinelli

vi invito a scaricare una pubblicazione online che punta al capovolgimento dell’ossessione dei migranti che Salvini e Trump inculcano nella popolazione, lucrando un nefasto consenso. Gli interessi economici e politici dominanti e le loro élite ci dicono che non dobbiamo preoccuparci del cambiamento climatico. “Non preoccuparti delle minacce ad altre specie che scompaiono e mutano sotto i nostri occhi: la società umana – ci viene spesso detto – è diversa”. Può evolversi rapidamente con mezzi economici e tecnologici e quindi adattarsi al riscaldamento globale, che dal suo punto di vista può essere visto come un cambiamento lento e “graduale”. Ciò di cui viene convinta la società globale è solo un aumento del disagio, piuttosto che un massiccio sconvolgimento sociale ed una imponente dislocazione territoriale. “Tocca ai poveri pagarne il prezzo: ai ricchi una crescita armata ed escludente, ai poveri e agli impoveriti emigrazione, naufragi e respingimenti”. Ma in una unica Terra ci si salva o ci si perde solo insieme

L’ARIA CHE TIRA SUL PIANETA è un testo di 65 pagine in forma di appunti, per rimarcare quanto la vulgata di una invasione del nostro Paese da parte degli immigrati

 sia lontana dalla realtà e costituisca uno strumento di distrazione dalle autentiche emergenze: distruzione del pianeta, guerre, corsa al riarmo, migrazione forzata, sfruttamento del lavoro e della natura a tutte le latitudini, cultura dello scarto, spregio del vivente, primato della finanza e violazione dei diritti civili e sociali. Fenomeni interconnessi che richiedono una alleanza convinta e vasta per il clima, la Terra e la giustizia sociale. Un discorso che esce dagli specialismi – anche quelli umanitari – partendo da una constatazione: “L’apatia del cambiamento climatico, non la negazione, è la più grande minaccia per il nostro pianeta”.

Potete scaricare il testo sia in formato pdf che e-pub (per telefonini, tablet e e.book) da: https://www.energiafelice.it/laria-che-tira-sul-pianeta-2/