A tutto gas, ma non ci serve – di Mario Agostinelli su il manifesto

Energia. Il conflitto in corso sull’approvvigionamento del gas ad uso energetico si inquadra nella partita a scacchi in corso tra Usa e Russia per condizionare un ruolo autonomo dell’Europa

Narrazioni. Chiunque può rendersi conto che la narrazione di un’invasione da parte degli immigrati – indicati come minacciosi malfattori da un personaggio come Salvini – non regge di fronte all’immagine di un Paese devastato da eventi climatici e da danni naturali, del tutto prevedibili ma mai affrontati. Un Paese, per giunta, rapinato, umiliato e vessato al punto da subire in silenzio l’emorragia dei suoi giovani, lasciati senza speranza e presi di mira da un governo fino ad ora arrogante quanto incapace di «abitare il futuro».

Se si vuole guadagnare consenso ad un punto di vista «di sinistra», vanno riscoperte formule che richiamino un intero panorama di lotte sociali, prospettive culturali e consuetudini positive, per coniugarle con quelle parole che il potere respinge. Ci si accorgerebbe che lavoro dignitoso, accoglienza, uso della tecnologia per migliorare la vita diverrebbero praticabili se si sostituisce al mito della modernità espansiva quello di un modello caratterizzato da relazioni paritarie con la natura, sufficienza nello stile di vita, decarbonizzazione dell’economia, sopravvivenza degli abitanti della biosfera. Si tratta di un approccio rimosso dall’ondata involutiva in corso, eppure indispensabile. Di seguito, pur in un caso che si vorrebbe chiuso come quello della Tap, motivo la necessità di ribaltare la sfrontatezza del terzetto di governo Salvini-Di Maio-Conte, che, in virtù di un imprudente negazionismo climatico, ha destinato al gas fossile il ruolo di «dominus» della transizione energetica.

IL GAS, FONTE PRIVILEGIATA? Il compito di bloccare la Tap non va lasciato ai soli pugliesi e al movimento a Mendugno, come se si trattasse di una questione locale. Come ai tempi della Guerra Fredda, anche il conflitto in corso sull’approvvigionamento del gas ad uso energetico si inquadra nello svolgimento di una rinnovata partita a scacchi tra i due più noti giocatori: Russia e Stati Uniti, convergenti nel condizionare un ruolo autonomo dell’Europa. Nell’arena europea il problema più acuto rimane il passaggio o meno delle condotte di gas russo dall’Ucraina. Problema in via di attenuazione per il prevedibile approdo ai porti atlantici del gas naturale liquido (Gnl) dall’America del Nord e per l’apertura, anch’essa prevista, di un settimo (!) gasdotto verso l’Italia (la Tap).

IN QUESTO SCENARIO geopolitico di enorme portata economico-finanziaria, si sono esercitati a fine carriera attori internazionali di grande fama, Brezinsky e Kissinger per l’Azerbajan, Shröder per il gasdotto del Baltico, Sevocic per aprire alle navi «gasiere» Usa i porti portoghesi e baltici, Blair per la Tap. Proprio quest’ultimo, in qualità di lobbista appositamente ingaggiato, ha incontrato Salvini il 4 Settembre a Roma, considerandolo l’interlocutore più forte, che sul terminale pugliese avrebbe fatto capitolare Di Maio, come avvenuto. Sui mercati mondiali c’è un eccesso di offerta di gas, causato in larga misura dalla «rivoluzione shale» – gas da scisto – degli Stati uniti.

LA GUERRA DEI PREZZI – che guarda al passato senza tener conto della raggiunta convenienza del Kwh da rinnovabili – è scoppiata coinvolgendo diversi Paesi esportatori, che sono costretti a ricorrere a tecnologie di fornitura differenti verso l’Europa, con costi molto esposti alla concorrenza: la Russia si serve di gasdotti, i Paesi arabi del trasporto associato al loro collaudato sistema petrolifero, gli Usa di navi che traslocano via oceano Gnl liquido. Il governo americano, che vuole esportare Gnl in porti europei attrezzati per l’attracco e la rigassificazione, deve contrastare l’abbondante offerta russa con l’attivazione di nuovi gasdotti «protetti», diretti verso le coste meridionali del Mediterraneo. E qui entra in gioco la Tap.
L’arrivo diretto degli Stati uniti sul mercato europeo va considerato come parte di un più ampio sforzo geopolitico per sfidare il dominio russo delle forniture energetiche. Eppure, i maggiori esperti ritengono che dopo il 2019 la pipeline dei progetti di liquefazione si esaurirà e che il clima richiede già ora urgenti restrizioni nelle estrazioni convenzionali. Siamo, quindi, nel pieno del grande business ad alto rischio finanziario ed elevato impatto ambientale.

Transizione e clima. Mentre i capitani delle industrie dei combustibili fossili e i loro lobbisti hanno preso in consegna la Casa Bianca, in tutto il pianeta si affrontano le prove per una transizione energetica in rapido movimento, che limiterà certamente i combustibili fossili e il loro ruolo nella mappa del potere. Non è un caso se Trump negli States e Putin in Russia, ma anche Bolsonaro in Brasile, Erdogan in Turchia, al-Sisi in Egitto – con il conquistato salvagente di Salvini-Conte-Di Maio in Europa – tentano, con l’offerta di gas a prezzo contenuto, di spacciare per insuperabile il vecchio sistema centralizzato di approvvigionamento e produzione di energia.

Eppure, l’Accordo concordato a Parigi nel 2015 da oltre 200 nazioni indipendenti sul pianeta è di mantenere il riscaldamento globale sotto i 2°C. La transizione energetica richiede profondi tagli delle emissioni di CO2 (dall’80- al 95% entro il 2050) in presenza di un marcato sviluppo delle rinnovabili, chiare vincitrici per la battaglia del costo del Kwora. Perché allora non far nostra la battaglia perché la maggior parte delle riserve di combustibili fossili rimanga sottoterra, incombuste?

ANCHE LE AZIENDE dovrebbero allineare i modelli di business ad un futuro al di sotto di 2 °C e, per evitare quella che si chiama una «bolla di carbonio», bisogna non investire più in progetti di combustibili fossili inutili. E’ fuor di dubbio che la realizzazione della TAP, in una fase in cui la questione climatica assume una valenza discriminante, assumerebbe davvero tutto l’effetto simbolico di una sottomissione a «quell’Ancien Regime» che è esecrato dal governo. Anche per l’esperienza della natura che la popolazione si sta facendo in queste stagioni, è nata una comprensione esauriente delle sfide da vincere. Ma non si può farlo importando gas dal 2020 dall’Arzebajan al ritmo di 10 miliardi di metri cubi all’anno, per poi passare a 20, sapendo che quei giacimenti nel 2023 saranno in declino.

13 novembre – Roma – convegno sul decommissioning degli impianti nucleari, “Programma nazionale: a che punto siamo?

                                                           

SI alle Fonti Rinnovabili, NO al Nucleare”                                                           Movimento Ecologista

Commissione scientifica sul Decommissioning degli impianti nucleari

Programma Nazionale: a che punto siamo?

Sala del Primaticcio – Piazza di Firenze, 27

Roma, 13 novembre 2018

Ore    9.00  Iscrizioni

Ore    9.15  Apertura dei lavori

Le relazioni della Commissione      

Prof. Giorgio Parisi, Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei;                        Prof. Massimo Scalia, CIRPS, Presidente Comitato Scientifico;                              Dott. Paolo Bartolomei, Commissione scientifica;                                                  Prof. Maria Rosa Vittadini, IUAV, Commissione scientifica.

    Dopo le audizioni in Commissione Industria del Senato

Sen. Gianni Girotto, Presidente Commissione Industria Senato; Alessandro Bratti*, Direttore Generale ISPRA; Giuseppe Onufrio, Direttore Greenpeace Italia; Maurizio Pernice, Presidente ISIN; Ermete Realacci, Presidente onorario di Legambiente; Marco Enrico Ricotti, Presidente SOGIN; Morando Soffritti, Presidente onorario Istituto Ramazzini.

Ore 11.15  Breve  pausa lavori

Ore 11.30        

A che punto siamo?

     Coordina: Romina Maurizi, Direttore “Quotidiano Energia”

Sono stati invitati: Mario Agostinelli*, Presidente “Energia felice”; Aurelio Angelini*, Università di Palermo, Commissione scientifica; Vittorio Bardi, Presidente “SI’ alle Rinnovabili, NO al Nucleare”; Paola Bolaffio*, Direttore “Giornalisti nell’erba”; Francesco Bochicchio, Direttore Lab. RI, Istituto Superiore di Sanità; Roberta Cafarotti, Earthday Italia; Monica d’Ambrosio, Giornalista “Ricicla TV”; Francesco Ferrante, Vice Presidente Kyoto Club; Gianna Fracassi*, Responsabile Ambiente CGIL nazionale; Marco Fratoddi, direttore FIMA; Francesca Farioli*, direttrice IASS; Gian Piero Godio, Comitato Vigilanza sul Nucleare, Vercelli; Gianni Mattioli, CIRPS, Commissione scientifica; Maria Grazia Midulla, Responsabile Energia WWF; Vincenzo Naso*, Direttore CIRPS; Antonietta Rizzo, ENEA; Pasquale Stigliani, “Scanziamo le scorie”, Scanzano Jonico.

Ore 14.30 Chiusura dei lavori

 

* in attesa di conferma

RINNOVABILI: FREE, SOLO CON RADDOPPIO DECARBONIZZAZIONE POSSIBILE

8 novembre 2018 || Notizie e comunicati

Un paper del Coordinamento presentato a Key Energy su obiettivi e strategie al 2030Roma, 8 Novembre 2018 – “Dal position paper ‘Il Piano nazionale energia e clima. Le proposte del Coordinamento Free’ emerge con chiarezza quanto sia impegnativo realizzare gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030. Con un futuro risparmio aggiuntivo di energia annuo del 57% superiore a quello degli ultimi sette anni, si riuscirà a malapena a mantenere i consumi finali di energia al livello del 2016. Per ridurli in modo consistente, sarà necessario applicare su larga scala, e per tutti i settori, i criteri di economia circolare, opzione che richiede però tempo per dare risultati significativi. La produzione di energia rinnovabile nel 2030 dovrà essere il doppio del 2016 e nel settore della mobilità il 10% degli autoveicoli dovrà essere elettrico, mentre il 30% del trasporto pesante su strada e il 50% di quello marittimo dovranno essere alimentati da 4,4 miliardi di metri cubi di biometano. Per quanto sfidanti, gli obiettivi al 2030 previsti dal position paper offrono un’opportunità da non perdere per potenziare i comparti produttivi esistenti e svilupparne di nuovi”. Lo ha dichiarato Gb Zorzoli, presidente del Coordinamento Free (Fonti rinnovabili ed efficienza energetica), che ha organizzato un convegno presso Rimini Key Energy – Ecomondo dal titolo “Gli strumenti per realizzare i nuovi obiettivi al 2030”.“Al potenziamento di filiere industriali esistenti (come eolico, geotermico e idroelettrico) si aggiunge l’opportunità di completare quella del fotovoltaico, creando un mercato consistenti per moduli innovativi (moduli bifacciali), in fase di sviluppo in Italia, e per le batterie, dove nel nostro paese esistono almeno tre aziende con tecnologie proprie. La domanda di legno e di pellet per la produzione di calore sarà in grado di rimunerare la gestione sostenibile delle foreste, oggi carente, di cui in questi giorni stiamo purtroppo sperimentando le conseguenze, mentre la produzione di biogas (trasformabile in biometano) in aziende agricole consentirà lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile sotto il profilo sia ambientale, sia economico”.
“Infine, attraverso la filiera dell’auto elettrica è possibile rilanciare la competitività del settore automotive, che negli ultimi decenni ha subìto un evidente ridimensionamento. In Germania e in Spagna per ogni nuova vettura immatricolata se ne producono rispettivamente 1,71 e 2,05. In Francia e nel Regno Unito il rapporto è rispettivamente 0,81 e 0,64. In Italia il rapporto è solo 0,39. E ne ha risentito l’occupazione. In sintesi, il position paper del Coordinamento Free propone un Piano Energia e Clima che darebbe vita all’energia 4.0, motore di innovazione e di sviluppo in importanti settori industriali, strumento per il rilancio del settore agricolo, oggi in crisi, veicolo per gestione virtuosa del ciclo dell’acqua e del patrimonio forestale”.Al convegno di Free hanno preso parte: Gianni Silvestrini (Free), Livio de Santoli (Free), Marino Berton (Aiel), Simone Togni (ANEV), Andrea Zaghi (Elettricità Futura), Christian Curlisi (Cib), Pietro Menga (Cei Cives)), Luigi Michi (Terna), Carlo De Masi (Adiconsum), Francesco Ferrante (Free), Stefano Besseghini (presidente ARERA), Gianni Girotto (presidente X Commissione Senato), Gianluca Beneamati (Vice Presidente della X Commissione Camera), Agostino Re Rebaudengo (Vice presidente Elettricità Futura), Paolo Rocco Viscontini (Italia Solare), Luca Barberis (Direttore Divisione Sviluppo Sostenibile GSE). Le conclusioni sono state affidate al Sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico, Davide Crippa.

In allegato il paper presentato durante il Convegno dal titolo: Il Piano nazionale energia e clima. Le proposte del Coordinamento Free

 

Allegati:

Settimana UNESCO CNESA2030 – Fuori dalla Plastica: un percorso da costruire

Care Amiche e Cari Amici,
come sapete la prossima Settimana UNESCO per l’Educazione alla Sostenibilità – Agenda 2030 si svolgerà in tutta Italia nella settimana dal 19-26 novembre 2018, con centinaia di iniziative incentrate sul tema dell’anno “Fuori dalla Plastica: un percorso da costruire”.

E’ nostro piacere invitarVi alla giornata che chiuderà la “Settimana 2018” e che si svolgerà il 26 novembre alle ore 10.00 presso la Galleria del Primaticcio di Palazzo Firenze, in Piazza di Firenze 27. La giornata del 26 vedrà la premiazione delle scuole vincitrici della prima edizione del concorso UNESCO Scuole Sostenibili 2017/2018, incentrata sul tema “Cambiamenti Climatici e Migrazioni”. Il 26 sarà poi l’occasione del lancio della campagna 2018/2019 inaugurata dalla nostra “Settimana”: “Fuori dalla Plastica: un percorso da costruire”, e della nuova edizione del concorso UNESCO Scuole Sostenibili 2018/2019 sullo stesso tema. Nell’attesa di incontrarVi il 26, Vi auguriamo buon lavoro per le Vostre attività per la Settimana, Vi invitiamo ad estendere a tutti i potenziali interessati della Vostra rete il nostro invito alla giornata del 26, e Vi inviamo i nostri migliori saluti.

Filippo A. Delogu  Segreteria Nazionale UNESCO CNESA2030 

[@] filippodelogu@gmail.com    [www] unesco2030.it 

http://www.unesco2030.it/settimana2018.html

“I Just want to say one word to you, just one word: plastics!”: una frase dal film “Il laureato” (https://www.youtube.com/watch?v=eaCHH5D74Fs), oggi di incredibile attualità. Il Comitato Nazionale per l’Educazione alla Sostenibilità ha scelto di dedicare la prossima Settimana UNESCO di Educazione alla Sostenibilità – che aprirà la campagna 2018/2019 – al tema:

FUORI DALLA PLASTICA: UN PERCORSO DA COSTRUIRE!

Per aderire alla Settimana 2018, che si svolgerà dal 19 al 26 novembre è necessario ENTRO IL 12 NOVEMBRE 2018:
1) leggere le linee guida per l’adesione (download: linee_guida_2017.pdf);
2) ideare ed organizzare sul proprio territorio di riferimento un’iniziativa educativa aperta e gratuita ( esempi concreti nei Programmi delle diverse edizioni della Settimana, in fondo a questa pagina)
3) scaricare la scheda di adesione
4) inviare una email di richiesta di adesione allegando la scheda di adesione, scrivendo direttamente a settimana2018@gmail.com.ENTRO IL 12 NOVEMBRE 2018

Le iniziative proposte saranno valutate e approvate se conformi alle linee guida, e saranno inserite – se approvate – nel Programma Nazionale delle Iniziative CNESA2030. L’approvazione delle iniziative proposte non sarà comunicata individualmente, ma attraverso l’inserimento nel Programma Nazionale delle Iniziative 2017 (ciascuno potrà verificare l’inserimento o meno all’interno del Programma e quindi pubblicizzare la propria iniziativa come iniziativa della Settimana UNESCO per l’Educazione alla Sostenibilità 2018).

Alcuni requisiti di base sono richiesti per l’adesione al CNES Agenda 2030 e alle iniziative organizzate per la campagna, inclusa la “Settimana”. Gli aderenti dovranno impegnarsi affinché le iniziative proposte siano il più possibile conformi ai criteri indicati, pur nel rispetto delle specificità, capacità e risorse delle organizzazioni promotrici. Di seguito sono elencate le linee guida cui ispirarsi:
 
1) finalità educativo-­‐formativa dell’attività proposta, che non dovrà essere meramente informativa ma orientata a diffondere saperi, sensibilità e abilità, promuovere valori, formare competenze, incoraggiare l’assunzione di comportamenti virtuosi;

2) carattere innovativo-­‐interattivo delle metodologie e degli strumenti utilizzati, per coinvolgere attivamente i destinatari con meccanismi partecipativi, attività pratiche e dimostrative, tecnologie comunicative/informatiche. Sono incoraggiati creatività, uso delle arti (musica, cinema e teatro, poesia, pittura, etc.) come strumenti educativi nonché come occasione di riflessione;

3) legame con il contesto culturale e territoriale di riferimento, per comprendere e valorizzare le specificità culturali, ambientali, e storiche che lo caratterizzano;

4) capacità di affrontare le diverse dimensioni (economiche, sociali, ambientali e culturali) dei temi trattati evidenziandone l’interdipendenza e secondo un approccio multi-­‐disciplinare;

5) coinvolgimento di diversi attori (istituzioni, privati, società civile, associazioni, scuole, università) ai fini di costruire percorsi educativi e formativi orientati a principi di partecipazione, condivisione, integrazione tra saperi e competenze diverse;

6) presenza di meccanismi di verifica e monitoraggio degli esiti dell’iniziativa;

7) presenza di attività di comunicazione e diffusione dell’iniziativa;

8) limitazione dell’impatto ecologico e sociale dell’iniziativa: prevenzione dei rifiuti prodotti nel corso dello svolgimento dell’iniziativa stessa, riduzione degli sprechi, soprattutto idrici ed energetici, utilizzo di fonti energetiche pulite, incoraggiamento di forme di mobilità sostenibile, compensazione delle emissioni di CO2 prodotte, utilizzo di prodotti certificati, alimenti biologici e a “chilometri 0”, assenza di discriminazioni etniche, religiose, di genere etc.;

9) assenza di fini pubblicitari e di lucro, anche indiretti, e partecipazione a titolo gratuito dei destinatari (REQUISITO INDEROGABILE)
 
N.B. Possono aderire alla Settimana UNESCO CNES – Agenda 2030 tutti gli enti e le organizzazioni impegnate a diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile (istituzioni, enti locali, scuole, università, associazioni, fondazioni, parchi,imprese, cooperative etc). Le eventuali spese dell’iniziativa devono essere coperte con fondi reperiti dall’ente organizzatore e/o dei partner, anche tramite finanziamenti pubblici o sponsorizzazioni private, purché non derivanti da enti di dubbia eticità. L’Associazione per la Commissione Nazionale UNESCO Italia Onlus e la Commissione UNESCO non sono in grado di contribuire alla copertura delle spese delle singole iniziative.


25/10- Energie rinnovabili: consegna ufficiale delle firme al Presidente Girotto

24 ott 2018 — 

Scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti

Grande sprint finale delle firme, con il superamento di quota 33.000, che, insieme alle ultime che si raggiungeranno entro le ore 12:00 di domani, consegneremo finalmente nelle mani del Senatore Gianni Girotto, Presidente della Commissione Industria del Senato e sostenitore della prima ora dell’idea di rendere libera la vendita e lo scambio di energie rinnovabili all’interno dei sistemi di distribuzione chiusi (condomini, villaggi, aree commerciali, artigianali ed industriali o reti comunali). Della delegazione faranno parte Jacopo Fo, Valerio Rossi Albertini, Gianni Silvestrini, Sergio Ferraris e la Responsabile di Change.org Italia Stephanie Brancaforte e inoltre Massimo Venturelli, Giuliano Gabbani, Annalisa Corrado, Francesco Girardi, Sauro Secci, Sauro Valentini, Mauro Gori. Ci auguriamo davvero che domani il Senatore Girotto ci dia la buona notizia che finalmente farà ripartire in maniera straordinaria il mondo delle rinnovabili. Milioni di prosumers sono pronti ad investire le loro risorse per diventare autoproduttori energetici rinnovabili, riducendo in tal modo, non solo i consumi di fonti fossili ma anche le perdite della rete.

http://www.ecquologia.com/energie-rinnovabili/3056-ue-i-prosumers-hanno-ragione-e-in-italia-riparte-la-petizione