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Le news della settimana
 
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Le fonti rinnovabili stanno spingendo fuori mercato le centrali a carbone e quelle a gas naturale. Dati alla mano, Bloomberg New Energy Finance nel suo ultimo report ha descritto i cambiamenti che da qui al 2040 potremmo aspettarci nel mondo dell’energia, mostrando che il sorpasso delle rinnovabili sulle fonti fossili stia avvenendo molto più velocemente di quanto previsto.
 
 
 
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Le nazioni del G20 erogano finanziamenti pubblici in favore delle fonti fossili quattro volte più che quelli concessi alle energie rinnovabili. È quanto afferma uno studio condotto da Oil Change International e da una serie di associazioni tra cui Wwf, Sierra Club, Legambiente, Amici della Terra e Re:Common. Facile parlare, più difficile uscire dalle pressioni delle lobby petrolifere e mettere in atto delle serie politiche per contrastare i cambiamenti climatici e favorire la transizione energetica verso le rinnovabili.
 
 
 
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La Cina, il più grande produttore di energia solare al mondo, a fine giugno ha messo in funzione un nuovo impianto solare che è già diventato il più famoso, se non il più simpatico, mai costruito prima sulla Terra. L’impianto ha la forma di un panda gigante, animale particolarmente caro ai cinesi e simbolo per eccellenza della protezione della natura.
 
L'infografica della settimana
 
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Alcuni ricercatori svedesi hanno esaminato quanto alcune semplici scelte personali possano contribuire ad affrontare i cambiamenti climatici. Sebbene una notevole copertura delle notizie sui media si sia focalizzata quasi esclusivamente sugli interventi più importanti, la realtà è che anche le piccole azioni individuali contano. E un sacco.
 
Il video della settimana
 
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Gli uragani, la siccità e altri eventi estremi legati al clima stanno sollevando una questione piuttosto complessa: tutto questo è conseguenza del riscaldamento globale? Questo breve video guarda a ciò che gli scienziati chiamano “studi di attribuzione delle cause dei cambiamenti climatici” (climate attribution studies), che valutano quanto l’umanità e le sue attività possano aver influito sul clima nel corso del tempo.
 
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Vittoria! La centrale a carbone di Saline Joniche non si farà mai

La centrale a carbone di Saline Joniche non s'ha da fare, né oggi, né mai. La SEI, il consorzio che voleva costruire una centrale a carbone a Saline Joniche, sui ruderi di un vecchio impianto chimico, ha ufficialmente rinunciato al suo scellerato e obsoleto progetto.

"Tramonta così, dopo 9 anni, l'ultima minaccia di nuovo carbone in Italia. E' una vittoria dei comitati locali, che in questi anni non si sono mai arresi; degli attivisti svizzeri, capaci di vincere un referendum per impedire a Repower, capofila del progetto, di portare il carbone sulla costa dei Gelsomini; e delle associazioni ambientaliste, che con più mezzi - e anche nei tribunali - hanno sfidato la SEI", commenta Greenpeace, a due mesi dalla azione delle sue squadre di climber, che a Ottobre avevano scalato la ciminiera dell’impianto per tracciare la scritta “STOP CARBONE”, lunga circa 70 metri, leggibile fino a due chilometri di distanza. 

E' durata 9 lunghi anni la lotta e la resistenza contro questo progetto pericoloso e, soprattutto, figlio di una ormai superata politica energetica fossile. In Europa il Belgio, le tre Repubbliche Baltiche e altri Paesi ancora hanno già chiuso tutte le centrali a carbone; il Portogallo lo farà entro il 2020; Regno Unito, Finlandia e Austria entro il 2025; i Paesi Bassi entro il 2030.

 "Greenpeace chiede al governo, che ha già dichiarato più volte di voler abbandonare il carbone, di indicare una data precisa: oggi contribuisce per una quota modesta della produzione elettrica nazionale e potrà essere facilmente rimpiazzato, nei prossimi anni, dalle energie rinnovabili, il cui costo è in costante discesa e le cui tecnologie sono mature e affidabili", aggiunge l'associazione ambientalista.
 
 
In allegato il volantino del 2014 dei comitati acqua bene comune ER a sostegno della lotta dei Comitati calabresi. 
 
 

 

L’energia solare nel Regno Unito ha prodotto nel mese di maggio più elettricità rispetto al carbone: si tratta della prima volta che un periodo lungo un mese intero arriva a questo traguardo, almeno secondo una ricerca degli analisti di Carbon Brief. Lungo il corso del mese, via via che le giornate si allungavano, l’uso del carbone scendeva ed i pannelli solari hanno generato il 50% in più di energia elettrica rispetto a quella prodotta con il combustibile fossile. Il solare ha generato grossomodo 1.336 gigawattora (GWh) di elettricità a maggio, rispetto ai 893GWh del carbone.

Il carbone era una volta il cardine del sistema energetico inglese, ma il rapido aumento di pannelli solari e di questioni legate al cambiamento climatico ha visto il suo utilizzo precipitare, arrivando nelle ultime settimane a stabilire una serie di pietre miliari.

Il solare ha superato il carbone nel corso di un giorno intero e per la prima volta il 9 aprile, mentre l’energia elettrica prodotta dal carbone è scesa a zero più volte ai primi di maggio, ed è stata la prima volta che accadeva dalla fine del 19° secolo.

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Questo è il titolo della pagina di Savona del Secolo XIX del 18 maggio, che riproduciamo sotto, e segna una grande novità per le prospettive del sito della centrale Tirreno Power a Vado Ligure.

Questo approdo è il frutto delle tante iniziative di mobilitazione che associazioni e comitati di ambientalisti e cittadini riuniti nella "Rete savonese fermiamo il carbone", hanno messo in atto in questi anni, fino alla memoria per l'audizione in Regione del 16 maggio (che riportiamo in coda).

 

Memoria sulla questione della Centrale termoelettrica di Vado Ligure per i componenti del Consiglio della Regione Liguria

A cura della Rete savonese fermiamo il carbone

ACLI, ARCI, Comitato Acqua Bene Comune, Comitato Ambiente Spotorno-Noli, Comitato Albamare, Gassa Gruppo Acquisto Solidale, Legambiente, Libreria Ubik, Movimento Consumatori, NuovoFilmstudio, Uniti per la Salute Onlus, API Alleanza per l’Italia, MoVimento 5 Stelle, Noi per Savona, Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi.

Con il sostegno di Medicina Democratica e dell’associazione “SI alle rinnovabili, NO al nucleare”.

Con il sostegno delle associazioni nazionali: Greenpeace Italia, WWF Italia, Legambiente, ARCI Nazionale.

 

La centrale termoelettrica di Vado Ligure, attualmente gestita dalla società Tirreno Power s.p.a., funziona da oltre quarant’anni ed è ubicata in parte nel territorio comunale di Vado Ligure e in parte nel territorio del Comune di Quiliano, in un contesto densamente abitato, vicinissima a Savona in prossimità di noti centri turistici della costiera ligure di fronte ad un'area marina protetta di interesse internazionale: il "Santuario dei cetacei del Mediterraneo". Nel 2007, poco tempo dopo la richiesta della AIA (autorizzazione integrata ambientale) per questo complesso già di notevole potenza (due gruppi a carbone da 330 MW ciascuno ed un gruppo a gas da 760 MW) la centrale chiese un ulteriore potenziamento: ancora altro carbone (460 MW).

Questa incredibile richiesta trovò però l’opposizione di associazioni, di medici, comitati, partiti e cittadini e numerosi comuni del territorio, opposizione originata da una maggior consapevolezza relativamente al danno ambientale e sanitario provocato dal carbone, documentato da studi scientifici internazionali, ma soprattutto da un Ente terzo e sicuramente super partes come l’Ordine dei Medici della Provincia di Savona che a proposito di quei gruppi a carbone, in un documento ufficiale parlò di minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona” 

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La relazione di Massimo Scalia al processo per la vicenda di Porto Tolle

TRIBUNALE DI ROVIGO PROCESSO A CARICO DI CONTI F. ET AL. UDIENZA DELL’11 NOVEMBRE 2013 RELAZIONE DEL PROF. MASSIMO SCALIA CIRPS – “La Sapienza” Presidente del Comitato scientifico dell’associazione “SI alle energie rinnovabili NO al nucleare”

Intercettati dal Noe dirigenti del Minambiente chiamano in causa l'allora viceministro allo Sviluppo Economico De Vincenti per eludere la legge che imponeva la copertura del carbone e così far riaprire la centrale. De Vincenti ipotizzava anche un’azione disciplinare contro il pm della Procura di Savona che guidava le indagini sulla centrale.

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Un interessante intervento di Massimo Scalia sulla vicenda di Porto Tolle

TRIBUNALE DI ROVIGO PROCESSO A CARICO DI CONTI F. ET AL. UDIENZA DELL’11 NOVEMBRE 2013 RELAZIONE DEL PROF. MASSIMO SCALIA CIRPS – “La Sapienza” Presidente del Comitato scientifico dell’associazione “SI alle energie rinnovabili NO al nucleare”

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