Home Page by K2 Home Page by JSN PageBuilder

IN PRIMO PIANO

prev next
 
CALL FOR ACTION - Climate Change 2017

CALL FOR ACTION ON CLIMATE CHANGE

CALL FOR ACTION ON CLIMATE CHANGE

While humankind is threatened by climate change, no adequate action is being taken. The scientific communities agrees that life will suffer irreversible changes if temperatures increase of +2°C above pre-industrial period's temperature. Yet, we are already at +1.6°C and the Paris Agreement on Climate Change will lead us to at least +3°C seen the present level of countries' engagements. And even the Paris Agreement is now at great risk due the counter attack of the fossil interest, with the US as the most significant example.

Few governments have taken concrete action and Climate Change is absent in the political debate. Yet 73% of Americans, and 83% of Europeans, consider climate a high priority, as do citizens in other continents. Even dramatic events are ignored by political institutions. Australia has lost one third of its unique Great Barrier Reef. The millennial ice at the poles is shrinking faster than expected and melting permafrost is releasing millions of cubic meters of methane, a climate disruptor much more powerful than the CO2 emissions, the only subject of the Paris Agreement.

The impacts of Climate Change are evident in every corner of the planet, with already 40 millions of climate refugees. Yet, the deference to fossils' interests is conditioning political institutions to an irresponsible lack of action or to a direct boycotting of the commitments taken in Paris.

The most glaring example is President Trump’s action against Climate Change control.  President Trump has been elected by a minority of Americans, yet his actions go well beyond American frontiers, affecting all of us.

It is urgent to recognize that we are in an unprecedented emergency and to form new and global alliances in favor of humanity and common destiny to stop this saga of greed and irresponsibility. Greed and fear cannot become the deciding elements of the political progress.

We invite you to sign this call for action and to hear the voices of the scientific community with  their extreme concern for the growing risk for us and for future generations.


We include the last of call of scientists pdf and denounce that those in power are ignoring more and more the voices of their citizens. To arrest Climate Change is also a question of democracy and social justice. Let's fight for our dignity and our right to a livable world!

FIRMA LA PETIZIONE / SIGN THE CALL

 

 

SALVIAMO IL NOSTRO PIANETA!

Appello all'azione contro il cambiamento climatico

Una minaccia esistenziale per l'umanità è in esecuzione in tutto il mondo, e (mentre) non viene presa alcuna azione appropriata. La scienza ci avverte che la vita subirà cambiamenti irreversibili, se raggiungiamo + 2 ° C rispetto alla temperatura dell'era preindustriale. Tuttavia, siamo a + 1,6 ° C e l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici ci porterà almeno + 3 ° C, a seconda del livello attuale degli impegni dei paesi. Anche lo stesso accordo di Parigi è ora a grande rischio, dovuto al contrattacco degli interessi fossili con gli Stati Uniti, come l'esempio più significativo.

Pochi governi hanno compiuto passi concreti, e il cambiamento climatico è assente dal dibattito politico. Tuttavia, il 73% dei cittadini degli Stati Uniti e l'83% degli europei ritiene che il cambiamento climatico è una priorità, come cittadini del mondo. Anche gli eventi drammatici vengono ignorati dalle istituzioni politiche. L'Australia ha perso un terzo del suo barriera corallina. ghiacciai millenari ai poli si stanno dissolvendo più velocemente del previsto, la fusione del permafrost sta rilasciando milioni di metri cubi di metano, molto più pericoloso per il clima delle dirompenti emissioni di CO2, le uniche incluse nell'accordo di Parigi .
L'impatto dei cambiamenti climatici è evidente in ogni angolo del globo, ora ci sono 40 milioni di rifugiati climatici in tutto il mondo. Tuttavia, la deferenza agli interessi fossili è subordinata alle istituzioni politiche, con una conseguente irresponsabile inazione, se non direttamente un boicottaggio agli impegni assunti a Parigi. L'esempio più lampante è l'azione del presidente Trump contro la lotta per fermare i cambiamenti climatici.

Il Presidente Trump è stato eletto da una minoranza di cittadini degli Stati Uniti, ma le loro azioni vanno ben oltre i confini del suo paese, e colpisce tutti noi.

E 'ora che ci rendiamo conto che ci troviamo in una situazione di emergenza senza precedenti e creare nuovi partenariati globali per fermare questo irresponsabilità e l'avidità per l'umanità e il destino comune. L'avidità e la paura non possono diventare gli elementi decisivi di progresso politico.

Vi invitiamo a firmare questo appello all'azione e a far sentire le voci della comunità scientifica che è estremamente preoccupata per l'aumento del rischio causato dai cambiamenti climatici, non solo per noi ma anche per le generazioni future.

Includiamo l'ultimo dei cosiddetti scienziati, e firmiamo anche per denunciare coloro che detengono il potere e sono sempre più ignorando le voci dei loro cittadini. Fermare il cambiamento climatico è anche una questione di democrazia e di giustizia sociale.
Lottiamo per la nostra dignità di cittadini e il nostro diritto ad un mondo vivibile!

 

 

SALVAMOS NUESTRO PLANETA !

LLAMADO A LA ACCION FRENTE AL CAMBIO CLIMATICO

Una amenaza existencial para la humanidad está corriendo en el mundo, y (mientras que) ninguna acción adecuada está siendo tomada. La ciencia nos advierte que la vida sufrirá cambios irreversibles, si alcanzamos +2°C respecto a la temperatura del tiempo preindustrial. Sin embargo, ya estamos a +1,6°C y el Acuerdo de París sobre el cambio climático nos llevará como mínimo a +3°C, según el nivel actual de los compromisos de los países. Incluso el mismo Acuerdo de París está ahora en gran riesgo, debido al contraataque de los intereses fósiles, con los Estados Unidos como ejemplo más significativo.

Pocos gobiernos han tomado medidas concretas, y el cambio climático está ausente del debate político. Sin embargo, el 73% de los ciudadanos estadouni- denses y el 83% de los europeos consideran que el cambio climático es una prioridad, igual que los ciudadanos del resto del mundo. Incluso los eventos dramáticos son ignorados por las instituciones políticas. Australia ha perdido un tercio de su arrecife de coral. Los glaciares milenarios en los Polos se están disolviendo más rápido de lo esperado, el derretimiento del permafrost está liberando millones de metros cúbicos de metano, un perturbador mucho más peligroso para el clima que las emisiones de CO2, las únicas incluidas en el Acuerdo de París.

El impacto del cambio climático es evidente en todos los rincones del planeta, ya son 40 millones los refugiados climáticos en el mundo. Sin embargo, la deferencia a los intereses fósiles está condicionando a las instituciones políticas, traduciéndose en una irresponsable falta de acción, cuando no a un boicot directo a los compromisos asumidos en París. El ejemplo más llamativo es la acción del Presidente Trump contra la lucha para parar el cambio climático.

El Presidente Trump ha sido elegido por una minoría de ciudadanos de EEUU, pero sus acciones van mucho más allá de las fronteras de su paìs, afectándonos a todos.

Ya es hora de que reconozcamos que estamos en una emergencia sin precedentes y formemos nuevas y globales alianzas para detener esta irresponsabilidad y codicia, a favor de la humanidad y del destino común. La codicia y el miedo no pueden convertirse en los elementos decisivos del progreso político.

Les invitamos a firmar este llamado a la acción y a escuchar las voces de la comunidad científica con su extrema preocupación por el creciente riesgo causado por el cambio climático no solamente para nosotros, si no también para las generaciones futuras.

Incluimos el último de los Llamados de los científicos, y firmamos también para denunciar a aquellos que detienen el poder y están ignorando cada vez más las voces de sus ciudadanos. Parar el cambio climático es también una cuestión de democracia y justicia social.

¡Luchamos por nuestra dignidad de ciudadanos y nuestro derecho a un mundo viable!

 



 

da il manifesto

Stati uniti. Decreto esecutivo che nega il riscaldamento climatico e smantella tutto il piano di Obama

L’ordine esecutivo annunciato ieri dalla Casa bianca delinea una radicale «inversione a U» delle politiche ambientali americane col potenziale per incalcolabili conseguenze a livello globale. Dopo lo smacco subíto sull’abrogazione di Obamacare, Donald Trump prende di mira le iniziative energetiche del suo predecessore con un decreto che annulla la direttiva che obbligava ogni agenzia federale a prendere in considerazione costi e conseguenze ambientali in ogni iniziativa ministeriale. Il decreto di Trump invece concretizza una filosofia anti ambientale che privilegia «l’economia» (gli interessi industriali) sulla protezione dell’ambiente.

Come ha dichiarato un portavoce a della Casa bianca con perentorio nonsenso trumpista, «la prosperità è la migliore garanzia di una ambiente sano».

LA NUOVA FILOSOFIA guida della maggiore economia planetaria sarà dunque basata sul fatto che il riscaldamento atmosferico non sussiste o non è imputabile ad attività umane.
Come ha affermato Mick Mulvaney, incaricato del bilancio di Trump, «il governo cesserà di sprecare fondi pubblici per evitare il mutamento climatico». Una sanzione ufficiale del negazionismo che mira a smantellare il Clean Air plan con cui nel 2015 Obama aveva portato gli Usa all’avanguardia sulle normative ambientali per il controllo delle emissioni di anidride carbonica.

L’ambizioso progetto Obama mirava a diminuire entro il 2030 le emissioni di CO2 del 32% sui livelli del 2005, incentivando la conversione a fonti rinnovabili e imponendo severi limiti all’inquinamento soprattutto delle centrali energetiche a gas e carbone.

LA LINEA TRUMP è incentrata invece proprio sull’estrazione e combustione degli idrocarburi. «La guerra al carbone è finite» ha scritto in un tweet trionfale il vicepresidente Mike Pence, riprendendo una formula elettorale prediletta dal presidente. «È cominciata una nuova era per l’energia americana». Il radioso avvenire dell’energia americana assomiglia molto – però -alle politiche energetiche degli anni ‘70. Per il momento la nuova epoca si profila come un regalo alla moribonda industria carbonifera (la produzione è diminuita del 27% dal 2005) già vittima non tanto delle norme ambientali quanto di una riconversione di fatto a concorrenti energie rinnovabili e soprattutto al gas naturale di cui gli Stati uniti sono diventati maggiori produttori mondiali a costi ultracompetitivi grazie al boom del «fracking» idraulico e dell’estrazione da fonti bituminose. Trump aveva comunque mirato la propria campagna elettorale populista ai rimanenti 75.000 minatori di carbone che hanno votato per lui e a cui sostiene ora di voler mantenere la promessa di una «rinascita» anacronistica quanto illusoria.

IL NUOVO PROGRAMMA anti-ambientale consiste nella rottamazione integrale di 40 anni di politiche ecologiche comprese regole sull’inquinamento industriale, le emissioni automobilistiche. In precedenza Trump aveva azzerato le regole per l’inquinamento industriale di corsi d’acqua e autorizzato gli oleodotti Keystone e quello Dakota Access, sulle terre Sioux.
Già in conto inoltre la decurtazione di un terzo dei fondi destinati al Environmental protection agency (Epa) ora sotto la direzione di Scott Pruitt, già avvocato a servizio dell’industria petrolifera.

LA ROTTAMAZIONE del suo dicastero comprende programmi di bonifica delle acque di regioni sensibili come la Chesapeake Bay la baia di San Francisco ed il Puget Sound.. Perfino l’ultraconservatore governatore del Wisconsin Scott Walker si è detto interdetto dal taglio del 90% dei fondi previsti per la bonifica dei Grandi Laghi che forniscono acqua potabile a 40 milioni di cittadini.

«Il mutamento climatico è un fatto non un opinione», aveva affermato due anni fa Obama. Il piano Trump rispecchia invece l’idea della scienza come teoria politica alternativa e «partito d’opposizione».

Una concezione che riconferma il Gop come il partito dell’ignoranza ostinata. A differenza della sanità, l’opposizione alla radicale sterzata sull’ambiente non proverrà dalla destra oltranzista, ma da enti locali, associazioni ambientalist e i tribunali federali. Intanto il regime populista che si è instaurato alla guida dell’ultima superpotenza promette danni incalcolabili, soprattutto se, come sembra ormai assicurato, non riuscisse ad adempiere alla diminuzione del 26% delle emissioni di anidride carbonica prevista dagli accordi internazionali di Parigi entro il 2025.

Mentre Cina e India guidano una conversione che l’anno scorso ha visto la diminuzione di due terzi nella costruzione di centrali a carbone, gli Usa ingranano la retromarcia: un ritorno al passato che pregiudica non solo il loro destino.

 

 

 

 

 

 

i lettori di "Oltre il nucleare" potranno avere il 30% di sconto sul prezzo di copertina, comprandolo alla libreria "Assaggi", via Etruschi 4, all'angolo con via Tiburtina, Roma

 

Le news della settimana
L’80 per cento della popolazione mondiale e il 99 per cento della popolazione statunitense ed europea vive sotto a un cielo inquinato da luci artificiali. La Via Lattea, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, è invisibile a oltre un terzo dell’umanità, incluso il 60 per cento degli europei e l’80 per cento dei nord americani. Ma la notizia peggiore riguarda l’Italia, è il paese sviluppato con la percentuale più elevata di territorio inquinato dalla luce artificiale a livello mondiale.
 
 
La norvegese Statoil, compagnia che opera nel settore del petrolio e del gas, negli ultimi giorni del 2016 ha messo a segno due mosse sorprendenti: ha ritirato i suoi investimenti dai giacimenti di sabbie bituminose in Alberta e ha vinto la gara per costruire un parco eolico offshore al largo della costa dello Stato di New York. Non è certo l’etica o l’ambientalismo che ha mosso la Statoil a cambiare direzione, ma sono i dati economici.
 
 
Oggi, nell’Africa sub-sahariana, il 68 per cento della popolazione – oltre 600 milioni di persone – non ha accesso all’elettricità. La domanda elettrica è in crescita e per soddisfarla sarebbero necessari grandi investimenti per migliorare gli impianti e la rete di distribuzione. La soluzione arriva da impianti fotovoltaici autonomi (stand alone) che assicurano la fornitura di elettricità a prezzi contenuti.
 
L'infografica della settimana
Uno strumento gratuito e interattivo che aiuta a capire il legame tra i nostri stili di vita, l’energia che utilizziamo e le conseguenze per il nostro clima. Questo “global calculator” è rivolto a chiunque sia interessato a esplorare come il mondo a basso tenore di carbonio potrebbe apparire nel 2050. Il calcolatore dimostra che è possibile evitare pericolosi cambiamenti climatici e garantire standard di vita in continuo miglioramento per le persone se agiamo ora.
 
Il video della settimana
Nasa e Agenzia federale Usa per la meteorologia (Noaa) hanno dichiarato che il 2016 è stato l’anno più caldo sulla Terra dal 1880, cioè da quando si ha disponibilità di dati. Questo video sul cambiamento climatico ne indaga le cause, gli impatti e le possibili soluzioni.

Climalteranti.it » Before the flood, un film da vedere

L’attore e produttore Leonardo di Caprio e il regista Fisher Stevens hanno realizzato un bel film-documentario sul tema del cambiamento climatico, intitolato “Before the flood – Punto di non ritorno”, che può essere visto gratuitamente qui in italiano  (e qui in inglese), noleggiato o acquistato su diverse piattaforme (qui). 

Il film-documentario racconta il viaggio di Di Caprio come ambasciatore delle Nazioni Unite sul tema del cambiamento climatico, un racconto interessante, ricco di contenuti ma soprattutto di immagini mozzafiato: un collage di riprese eccezionali sui ghiacci della Groenlandia e dell’Antartide, sulle alluvioni, sulla distruzione delle barriere coralline. Ma anche sui villaggi indiani poveri di energia, sulla Gigafactory Tesla, sulle assemblee dell’ONU.

Leggi tutto su Climalteranti.it

 

 

 

Il ghiaccio marino dell'Antartide ha continuato a crescere malgrado i cambiamenti climatici. Nonostante ciò, anche la calotta glaciale antartica potrebbe ridursi notevolmente nei prossimi anni, non per effetto dello scioglimento superficiale dei ghiacciai, ma per il sempre più frequente distacco di iceberg dalle sue estremità.  Il futuro dell'Antartide è inoltre minacciato da un altro fenomeno, lo scioglimento basale delle calotte glaciali, un processo che potrebbe portare velocemente alla scomparsa della calotta glaciale antartica occidentale portando a un aumento del livello del mare di circa sei metri […]

 

LEGGI TUTTA LA NEWSLETTER del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici

 

Climalteranti.it » L’effetto-Trump sulle politiche sul clima

Secondo alcune voci ed alla luce di quanto dichiarato in campagna elettorale, il Presidente-eletto Donald Trump sarebbe pronto a silurare pubblicamente l’Accordo di Parigi. Ma può effettivamente abbandonarlo? E soprattutto, conviene agli USA?

Climalteranti.it » L’effetto-Trump sulle politiche sul clima

Negli ultimi giorni molto si è discusso circa le potenziali conseguenze sull’Accordo di Parigi derivanti dall’elezione di Donald Trump come prossimo Presidente degli Stati Uniti; e alla COP22 di Marrakech, conclusasi il 19 novembre, si sono rincorse voci secondo cui Trump sia pronto ad annunciare al mondo il prossimo “abbandono” dell’Accordo da parte degli USA. Ma può veramente farlo?

Sia chiaro, fornire una risposta lineare a tale quesito è tutt’altro che semplice. Ciononostante, è possibile affrontare la questione ragionando su due livelli: il primo, quello prettamente legale dell’Accordo; il secondo, quello “pratico”, relativo agli impegni.

Per comprendere appieno gli scenari, è però necessaria innanzi tutto una premessa circa la natura dell’Accordo di Parigi: trattasi infatti di un accordo internazionale, legalmente vincolante, entrato ufficialmente in vigore e ratificato ad oggi da 113 Paesi; inoltre, l’Accordo si colloca all’interno della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, ovvero il Trattato originatosi dalla Conferenza di Rio del 1992 ed entrato in vigore nel 1994.

Quest’ultimo elemento risulta dunque...

 

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SU CLIMALTERANTI.IT

 

 

SPECIAL COP22 - Countries commit to put Paris deal into action by 2018 but much work remains to be done - Climate Policy Observer

The Marrakech climate talks closed early on Saturday (Nov. 19) after two weeks of subtle diplomacy and technical discussions.

Soon after its start, what was meant to be the “COP of action” was overshadowed by the results of US presidential election of Nov. 8 and by uncertainties over the potential U-turn the world’s second largest emitter might take under the new administration.

After a first week played on the defensive, government representatives and climate delegates on Thursday (Nov. 17) issued a joint statement, the Marrakech Action Proclamation, calling for “the highest political commitment to combat climate change, as a matter of urgent priority”. Although nothing really new is in the contents (the proclamation basically retraces the commitments and targets included in the Paris Agreement, pushes for raising ambition to achieve the Paris long term goals and ratifying the Doha Amendment by those countries who have not done it yet), the statement was interpreted as a signal of unity and determination in sticking to the path set at COP21 in Paris last year, despite the new US presidency.

After Paris, the focus has shifted to implementing action, and COP22 was the first important moment to start defining mechanisms and rules to achieve the Paris targets (which are still out of reach, according to several experts and studies. Also the latest World Energy Outlook just issued by IEA highlights that implementing current international pledges will only slow down the projected rise in energy-related carbon emissions). No conclusive developments were expected at the Marrakech talks, but some starting advancements on key issues. These are reported in a set of 35 decisions adopted at the end of the Conference.

 

LEGGI TUTTO SU Climate Policy Observer

In Oregon 21 ragazzi fra 9-20 anni hanno fatto causa contro il governo federale USA per la sua "negligenza" nella lotta contro il cambiamento climatico, che minaccio il loro futuro. Il giudice ha ritenuto ammissibile la causa, che pertanto proseguirà.


vedi l'articolo su takepart





Dopo l'elezione di Trump, in USA le iniziative per la lotta contro il cambiamento climatico partiranno dal basso, a livello locale.

Ricordiamo che la prima idea del conto energia per il solare era nata ad Aachen (Aquisgrana), quando il consiglio comunale aveva deciso di imporre alla propria municipalizzata di applicare la tariffa agevolata all'energia immessa da impianti solari presenti sul territorio comunale.
E' un buon esempio per una iniziativa partita dal basso, che ha fatto il giro del mondo.


23 settembre dalle 10:30 alle 12:30 
Parco del Valentino e lungo Po - Torino Esposizioni - Università degli studi di Torino 
Corso Massimo D'Azeglio, 15 10126 Torino

FORUM DI TERRA MADRE dedicato al dibattito in atto sul clima:

Non mangiamoci il clima

L’agricoltura (e l’allevamento) è una delle principali cause del cambiamento climatico. Allo stesso tempo, è una delle vittime più sensibili ed esposte. Ma soprattutto, potrebbe essere una delle possibili soluzioni. Questo settore chiave, però, resta sempre ai margini della discussione politica. Ne parliamo con gli agricoltori che ogni giorno affrontano le conseguenze del riscaldamento globale, in vista della prossima conferenza sul clima (a Marrakech, novembre 2016).

I Forum di Terra Madre sono momenti di incontro fra i delegati e sono aperti al pubblico fino ad esaurimento posti.

Questo evento sarà disponibile in italiano, inglese, francese e russo.

Questa conferenza è co-finanziata dall’Unione europea attraverso il progetto "Table for 9 Billion”.

Pagina 3 di 4

Cerca nel sito

Chi è online

Abbiamo 601 visitatori e 8 utenti online

  • g54jx7khsl4xxi
  • oers4nl6vbwnkbp
  • oka4ijbyjgpv8wm
  • p3bs40x4qaxx5e
  • ykqpfnwflimqqc
  • z8fuln3i55rjz66

Login

Vai all'inizio della pagina