Home Page by K2 Home Page by JSN PageBuilder

IN PRIMO PIANO

prev next

Questo è il titolo della pagina di Savona del Secolo XIX del 18 maggio, che riproduciamo sotto, e segna una grande novità per le prospettive del sito della centrale Tirreno Power a Vado Ligure.

Questo approdo è il frutto delle tante iniziative di mobilitazione che associazioni e comitati di ambientalisti e cittadini riuniti nella "Rete savonese fermiamo il carbone", hanno messo in atto in questi anni, fino alla memoria per l'audizione in Regione del 16 maggio (che riportiamo in coda).

 

Memoria sulla questione della Centrale termoelettrica di Vado Ligure per i componenti del Consiglio della Regione Liguria

A cura della Rete savonese fermiamo il carbone

ACLI, ARCI, Comitato Acqua Bene Comune, Comitato Ambiente Spotorno-Noli, Comitato Albamare, Gassa Gruppo Acquisto Solidale, Legambiente, Libreria Ubik, Movimento Consumatori, NuovoFilmstudio, Uniti per la Salute Onlus, API Alleanza per l’Italia, MoVimento 5 Stelle, Noi per Savona, Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi.

Con il sostegno di Medicina Democratica e dell’associazione “SI alle rinnovabili, NO al nucleare”.

Con il sostegno delle associazioni nazionali: Greenpeace Italia, WWF Italia, Legambiente, ARCI Nazionale.

 

La centrale termoelettrica di Vado Ligure, attualmente gestita dalla società Tirreno Power s.p.a., funziona da oltre quarant’anni ed è ubicata in parte nel territorio comunale di Vado Ligure e in parte nel territorio del Comune di Quiliano, in un contesto densamente abitato, vicinissima a Savona in prossimità di noti centri turistici della costiera ligure di fronte ad un'area marina protetta di interesse internazionale: il "Santuario dei cetacei del Mediterraneo". Nel 2007, poco tempo dopo la richiesta della AIA (autorizzazione integrata ambientale) per questo complesso già di notevole potenza (due gruppi a carbone da 330 MW ciascuno ed un gruppo a gas da 760 MW) la centrale chiese un ulteriore potenziamento: ancora altro carbone (460 MW).

Questa incredibile richiesta trovò però l’opposizione di associazioni, di medici, comitati, partiti e cittadini e numerosi comuni del territorio, opposizione originata da una maggior consapevolezza relativamente al danno ambientale e sanitario provocato dal carbone, documentato da studi scientifici internazionali, ma soprattutto da un Ente terzo e sicuramente super partes come l’Ordine dei Medici della Provincia di Savona che a proposito di quei gruppi a carbone, in un documento ufficiale parlò di minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona” 

Leggi tutto

 

 

Cerca nel sito

Chi è online

Abbiamo 651 visitatori e 5 utenti online

  • crfv2kblawvqd1
  • l4l1go2gd5kr9a
  • lsygha5bkftoyp

Login

Vai all'inizio della pagina