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Le news della settimana
 
In 5 anni le rinnovabili rivoluzioneranno il modo di produrre energia
Per la prima volta il solare fotovoltaico è cresciuto più velocemente di qualsiasi altra fonte di energia, sorpassando anche la potenza installata di carbone. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Agenzia internazionale dell’energia su analisi e previsioni di mercato “Renewables 2017”. Le previsioni di crescita delle rinnovabili per quest’anno segnano un più 12% rispetto allo scorso anno, grazie soprattutto ai piani di sviluppo del solare rivisti al rialzo da parte di Cina e India.
 
 
 
L’America investe sul solare, nonostante Trump
Il solare non appassiona Donald Trump che notoriamente si è schierato a fianco dell’industria del petrolio e carbone. Ma le settimane scorse, il suo Dipartimento dell’Energia ha annunciato un enorme investimento per sostenere la ricerca nel settore solare. E nella stessa occasione, il Dipartimento ha reso noto che il prezzo medio dell’energia prodotta dagli impianti solari su larga scala ha toccato i 6 centesimi di dollaro per chilowattora, raggiungendo quindi l’obiettivo dichiarato per il 2020 nella SunShot Initiative.
 
 
 
Il fotovoltaico che va anche in lavatrice
Dal Giappone arriva il fotovoltaico applicato al tessile, in grado di fornire elettricità ricavandola dal sole anche dopo essere stato imbevuto di acqua, steso e compresso. Il risultato è frutto del lavoro di un gruppo di scienziati appartenenti al Riken Center for Emergent Matter Science e all’Università di Tokyo. La ricerca potrebbe aprire la strada alla creazione di celle fotovoltaiche indossabili e allo sviluppo di una serie di device incorporati nei vestiti che potrebbero monitorare la nostra salute.
 
L'infografica della settimana
 
Come viene generata l’elettricità negli Usa
 
Il sistema elettrico americano è spesso descritto come la più grande macchina del mondo. È anche incredibilmente diversificato, riflettendo le preferenze politiche, le necessità e le risorse naturali disponibili in ogni Stato. Carbon Brief ha mappato le centrali elettriche della nazione in un’infografica interattiva per mostrare come e dove gli Stati Uniti generano elettricità.
 
Il video della settimana
 
Il mondo dell’elettricità sta per cambiare per sempre
L’età delle batterie è appena iniziata. Nell’ultimo episodio della serie animata “Sooner Than You Think”, Tom Randall di Bloomberg fa il conto di quando le batterie potrebbero iniziare ad immagazzinare l’energia solare raccolta e sostituire i combustibili fossili nella produzione di elettricità.
Le news della settimana
 
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139 paesi, Italia compresa, hanno tutte le potenzialità per diventare 100% rinnovabili entro il 2050 secondo uno studio condotto da 26 ricercatori delle Università di Stanford, Berkeley, Berlino e Aarhus diretti dal professor Mark Jacobson e pubblicato nell’ultimo numero della rivista scientifica Joule. Una prima fase dello studio era stata presentata a gennaio dove già erano emersi in modo lampante i vantaggi di un mondo alimentato 100% da fonti rinnovabili.
 
 
 
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Entro la fine del 2017, il solare fotovoltaico potrebbe risultare l’antagonista più quotato del nucleare, segnando un sorpasso epico nella storia del settore energetico mondiale. È questo quanto rileva l’ultima edizione del “Global Solar Demand Monitor” di GTM Research, che segue con attenzione l’evoluzione dei mercati mondiali del solare, analizzando anche gli eventuali rischi che potrebbero rallentare la crescita del solare.
 
 
 
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In Europa si potrebbero rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi con un aumento dell’eolico offshore nel mare del Nord. Secondo uno studio realizzato da Ecofys insieme a Navigant se l’eolico offshore triplicasse, l’obiettivo concordato alla conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici sarebbe a portata di mano. Un’idea anche per la Cop 23 che si svolgerà a Bonn, in Germania, nel prossimo novembre e dove si parlerà anche di come concretizzare gli accordi di Cop21.
 
L'infografica della settimana
 
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L’attuale crisi climatica è uno dei pericoli più gravi per il nostro pianeta per come lo conosciamo. I livelli del mare sono sempre più alti, anno dopo anno. Le temperature sono più calde che mai. I ghiacciai si sono ridotti a livelli record. Per le nostre comunità, tutto questo crea un cocktail pericoloso che ci sta portando al disastro. Questa non deve essere l’unica opzione di futuro a disposizione. Ci sono molti modi con cui possiamo porre fine alla crisi del clima. Per esempio, le energie rinnovabili.
 
Il video della settimana
 
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Per evitare gli effetti più pericolosi del cambiamento climatico, la comunità internazionale ha convenuto che l’aumento della temperatura media globale dovrebbe essere limitato a 2°C. Rimanere entro questo limite richiede la limitazione delle emissioni globali di gas ad effetto serra a un trilione di tonnellate di carbonio, o 3.667 gigatonnes di anidride carbonica, noto come “carbon budget”.

Entro il 2030, la generazione eolica potrebbe raggiungere i 1.260 gigawatt e arrivare molto probabilmente a 2.110 gigawatt. Una crescita che richiede investimenti per circa 200 miliardi di euro grazie ai quali, nei prossimi 14 anni, potranno essere creati 2,4 milioni di nuovi posti di lavoro in tutto il mondo. È questa la previsione del Global Wind Energy Council contenuta nel suo ultimo rapporto “Global wind energy outlook”, in cui sono stati profilati gli scenari di sviluppo dell’energia eolica al 2020, al 2030 e al 2050.
 
Migliora l’efficienza energetica dell’1,8 per cento rispetto al 2014, con investimenti pari a 221 miliardi di dollari. Un mercato in crescita, ma soprattutto con un potenziale enorme non pienamente sfruttato. Questo, in sintesi, quanto emerge dal rapporto "Efficiency market report 2016" dell’Agenzia internazionale per l’energia presentato lo scorso 10 ottobre al 23° World energy congress di Istanbul.
 
Perfino la Marina militare americana ha deciso di investire sul solare perché è una fonte energetica sicura. E gli americani lo sanno, la sicurezza energetica è una priorità. E così il governo degli Stati Uniti ha completato l’installazione di un enorme impianto a energia solare nel deserto dell’Arizona per ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili. 
 

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