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Gli Stati Generali della Green Economy sono promossi dal Consiglio Nazionale, composto da 66 organizzazioni di imprese rappresentative della green economy in Italia, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e con il Ministero dello Sviluppo Economico.

 

La VI edizione si terrà il 7 e 8 novembre 2017 nell’ambito della manifestazione Ecomondo a Rimini Fiera.

 

L'iscrizione agli Stati Generali della Green economy è gratuita. È possibile iscriversi entro il 30 ottobre.
 

Di seguito le modalità di registrazione online:

  1. Accedere alla pagina di registrazione https://forumweb.bestunion.it inserendo il codice: STAGEN
  2. Effetturare la registrazione online inserendo i propri dati personali
  3. Vi siete registrati! Ora dovete solo stampare il biglietto e conservarlo per l’ingresso in fiera, evitando le code
Programma dell’evento |download|

http://www.statigenerali.org/

siamo lieti di invitarvi a partecipare all'annuale Meeting di Primavera della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che quest’anno sarà dedicato a “La Città futura. Presentazione del Manifesto della green economy per l’architettura e l'urbanistica” e si terrà a Roma il 5 aprile 2017 dalle 14:30 alle 18:00 presso la Casa dell’Architettura in Piazza Manfredo Fanti 47.

 

La green economy rappresenta per l’architettura e l’urbanistica una scelta di fondo, imprescindibile e necessaria per trasformare le sfide – ecologiche e climatiche, ma anche economiche e sociali - in straordinarie occasioni di rilancio e riqualificazione delle città. L’incontro, aperto dalle relazioni del Presidente Edo Ronchi e del Prof. Fabrizio Tucci, vedrà la partecipazione di autorevoli relatori che discuteranno e approfondiranno il tema.

 Donwload del Programma del Meeting |link|

Vi ricordiamo che per motivi organizzativi è necessario registrarsi all’incontro compilando il form online al seguente link:

Form di Registrazione Online | link |

Cari Soci e Amici della Fondazione,

siamo lieti di invitarvi a partecipare all'annuale Meeting di Primavera della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che quest’anno sarà dedicato a “La Città futura. Presentazione del Manifesto della green economy per l’architettura e l'urbanistica” e si terrà a Roma il 5 aprile 2017 dalle 14:30 alle 18:00 presso la Casa dell’Architettura in Piazza Manfredo Fanti 47.

 

La green economy rappresenta per l’architettura e l’urbanistica una scelta di fondo, imprescindibile e necessaria per trasformare le sfide – ecologiche e climatiche, ma anche economiche e sociali - in straordinarie occasioni di rilancio e riqualificazione delle città. L’incontro, aperto dalle relazioni del Presidente Edo Ronchi e del Prof. Fabrizio Tucci, vedrà la partecipazione di autorevoli relatori che discuteranno e approfondiranno il tema.

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Vi ricordiamo che per motivi organizzativi è necessario registrarsi all’incontro compilando il form online al seguente link:

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- ASCOLTA: Tutto lavoro: Verde è il futuro del lavoro. La Cgil per lo sviluppo sostenibile su RadioArticolo1 - tutti gli interventi
- LEGGI: Serve una grande spinta per l’occupazione verde su Rassegna.it

La crisi ambientale e occupazionale degli ultimi anni sta mettendo seriamente a rischio la tenuta del nostro pianeta, una soluzione non è più rinviabile: bisogna accelerare la transizione verso modelli di sviluppo sostenibile, a partire dal lavoro. Questo il quadro emerso dall’iniziativa di ieri (31 maggio) promossa dalla Cgil nazionaleVerde è il futuro del lavoro. Piano del lavoro e sviluppo sostenibile nell’ambito della settimana europea per lo sviluppo sostenibile ‘European Sustainable Development Week’ (30 maggio – 5 giugno 2016). Un’occasione per ribadire l’impegno del sindacato nel governare il processo di ‘giusta transizione’ dei lavoratori verso i settori green, così come espresso già tre anni fa nel Piano del Lavoro.

“Creare nuova occupazione nei settori verdi, anche alla luce dei cambiamenti climatici, è l’unico modo per rilanciare l’economia del Paese” ha dettoSimona Fabiani del dipartimento ambiente e territorio della Cgil aprendo i lavori. “La ripresa dell’economia – ha proseguito – può passare solo attraverso il lavoro. Noi crediamo fermamente che il futuro sia nelle mani delle energie rinnovabili, della conoscenza, della ricerca e dei servizi alla persona. Questi settori occupazionali possono avere sviluppi immensi”.

Per Gianni Di Cesare, dipartimento ambiente e territorio della Cgil, il Piano del Lavoro della Confederazione “è lo strumento giusto” per affrontare l’emergenza climatica e quindi la transizione verso nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Purtroppo però, spiega Di Cesare “questo strumento non è stato compreso dal Governo italiano che ha continuato ad affrontare i problemi attraverso politiche liberiste il cui fallimento è dimostrato non solo dall’aumento della disoccupazione e delle disuguaglianze, ma anche delle emissioni di gas serra e CO2, aumentate di 1/3 negli ultimi quindici anni”. Per questo la Cgil ribadisce l’esigenza di uno “straordinario Piano del Lavoro per l’occupazione dei giovani, delle donne e del mezzogiorno nei beni comuni, sociali, culturali e ambientali e un massiccio intervento pubblico che metta insieme le esigenze ambientali e occupazionali”.

A portare il proprio contributo alla discussione anche autorevoli esperti e studiosi che hanno illustrato quali sono le opportunità di lavoro green offerte in diversi settori. Alex Sorokin, presidente di InterEnergy nella sua relazione ‘Politica industriale e nuove opportunità nell’economia verde’ ha affermato: “abbiamo i mezzi e le tecnologie per affrontare le sfide mondiali, ma non li usiamo in misura adeguata”. Sorokin ha poi spiegato: “In Italia abbiamo 1500 chilometri quadrati di superficie di tetti, se applicassimo il fotovoltaico al solo 10% potremmo produrre energia per coprire il 7% dei consumi energetici del Paese. Nel 2012 l’Italia è stata prima al mondo per copertura del fabbisogno elettrico nazionale con fonte solare fotovoltaica con 190mila posti di lavoro impiegati nelle rinnovabili, purtroppo da allora la tendenza si è arrestata. Una vera rivoluzione industriale è tale se punta sul lavoro verde”.
Lorenzo Ciccarese tecnologo dell’Ispra ha parlato di ‘Messa in sicurezza e manutenzione del territorio’, sostenendo come “le attività legate alla protezione ambientale e quelle legate all’agricoltura bio possono creare nuovi posti di lavoro di qualità ed essere stimolo per le economie dei Paesi”. “Bisogna mantenere alto il benessere delle comunità – ha aggiunto – proteggendo la natura e favorendo la resilienza”.
Il professore Alberto Bellini dell’Università di Bologna ha invece affrontato il tema ‘Energie rinnovabili, efficienza energetica’: “l’energia oggi è la moneta di scambio più importante per i Paesi. I ¾ delle emissioni climalteranti – ha ricordato – sono dovuti all’energia”, per far fronte a questo problema “è necessario arrivare al 2050 con uno scenario del 100% di energie rinnovabili. Ciò comporterebbe un incremento di 50 milioni di posti di lavoro, ma se ne perderebbero 28,5 milioni”. “La piena occupazione – avverte Bellini – deve essere l’obiettivo principale, quindi bisogna capire come effettuare la transizione economica, sociale e occupazionale, altrimenti i lavoratori rischiano di essere i primi a subirne le conseguenze”.
Angelo Viola del Cnr ha parlato di ‘Ricerca e innovazione per un nuovo modello di sviluppo’: “se la ricerca e lo sviluppo tecnologico sono scollegati tra loro si crea un buco occupazionale. Per questo va creata occupazione nel mondo della ricerca che studia i processi e nella tecnologia che applica l’insieme delle idee per produrre i beni” in questo scenario è la politica a dover intervenire”.
Infine, per Enrico Giovannini ex ministro del lavoro e portavoce dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile, di cui fa parte anche la Cgil, il paradigma di sviluppo degli ultimi cinquant’anni “è inadeguato”. “E’ un sistema – ha spiegato – studiato esclusivamente per accrescere il Pil, pensando però che questo soddisfi anche i bisogni umani. Invece bisogna andare oltre il Pil. Occorre considerare l’indicatore della felicità e del benessere delle persone, investire nella riduzione della vulnerabilità e nella resilienza (economica e ambientale), riattivando il capitale umano, ciò permetterebbe alle persone di proteggersi dagli shock”.

Nella seconda parte della giornata il dibattito ha visto protagoniste le strutture della Cgil (territori e categorie) e le associazioni. Nei numerosi interventi è emersa l’esigenza da parte dei diversi soggetti sociali di accelerare e governare i processi di transizione verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Sono intervenuti: Dovie Aloumon (Fillea Cgil), Sandro Notargiovanni (Fdv), Elio Ciaccia (Formu Mybess), Alfio La Rosa (Cgil Sicilia), Maurizio Marcelli (Fiom Cgil), Maria Grazia Midulla (Wwf) Luigi Giove (Cgil Emilia Romagna), Sergio Perino (Spi Cgil), Maria Maranò (Legambiente), Giovanna Martini (Consulta FP CGIL della Protezione Civile), Vittorio Bardi (associazione ‘SI alle energie rinnovabili NO al nucleare’), Paolo Terranova (AgenQuadri), Salvatore Casabona (Responsabile previdenza complementare Cgil) e Claudio Iannilli (Responsabile Piano Amianto Cgil).

Per il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi che ha tirato le conclusioni della giornata di lavori: “l’attuale crisi del modello di sviluppo è aggravata dall’emergenza climatica che sta producendo effetti irreversibili sull’intero sistema planetario”. Per far fronte a questa grave situazione, ha spiegato Barbi “occorre un chiaro progetto politico che abbia il controllo sociale della trasformazione ambientale ed energetica che non deve autogovernarsi nè essere governata dal mercato”.
I rischi irreversibili che corre il nostro Pianeta spingono il sindacato a ricollocarsi definitivamente a favore delle energie rinnovabili: “sono il futuro – ha spiegato – diminuiscono i costi fissi, non concentrano capitale e distribuiscono lavoro”.
Volgendo lo sguardo all’Europa, Barbi ha affermato “la politica europea è bizzarra in quanto disegna progetti sensati di accelerazione della transizione, senza però prevedere risorse e investimenti aggiuntivi”. Barbi ha infine ricordato come la Cgil, sia nell’ultimo congresso, che nel Piano del Lavoro, si sia impegnata a favorire l’accelerazione di una giusta transizione verso le energie rinnovabili, sottolineando, infine, le potenzialità dell’Italia nel poter diventare campione di rinnovabili e green economy. “Il nostro Paese – ha concluso – ha le carte in regola per farlo, ma interessi e potere rendono difficile tale transizione”.

Materiali:

Rischio idrogeologico: accordo ANCI-OGER, un esempio di buona gestione

21° Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite – Parigi 2015

Prevenzione rischio sismico, riparto 2014

Dal 2 febbraio 2016 in vigore le nuove eco-regole (Legge 221/2015)

Consumo del suolo: Cgil, Fillea e Flai, proposte di modifica e considerazioni sul ddl

Def: nota su politiche climatiche e ambientali

Protezione civile: audizione alla VIII^ Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei Deputati


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