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Attenzione

In molti cominceranno ormai a interrogarsi su quella svolta storica che, a partire dal 2006 e più precisamente dalla sua seconda metà, ha visto moltiplicarsi le prese di posizione e, soprattutto, gli impegni sulla questione del legame tra consumi energetici, global warming e cambiamenti climatici da parte di leader di grande rilevanza a livello mondiale, ben lontani dal sospetto di essere degli ambientalisti.

L'eolico offshore attuale è appoggiato sul fondo marino. E' stato sviluppato nei paesi del Nord Europa per i fondali bassi del Mar Baltico e del Mare del Nord. Non è adatto a sfruttare i potenziali eolici maggiori dei mari italiani, caratterizzati da profondità dei fondali più elevate. Mentre l'eolico galleggiante, nel completare lo sviluppo usando know how italiano nel campo delle piattaforme petrolifere, offre l'opportunità di creare una filiera industriale "made in Italy" in prima mondiale.

E’ passato un anno dall’inatteso crollo delle quotazioni petrolifere che portò il prezzo del greggio dal valore di 116,7 dollari al barile del giugno 2014 a quello di 58 dollari del gennaio 2015. Sei mesi fa ci si interrogava se la nuova bonanza dell’oro nero sarebbe stata effimera o sarebbe durata almeno per tutto il 2015. Dopo l’accordo con l’Iran le previsioni sono di un prolungamento per l’intero 2016. Ma il petrolio a basso costo è un bene per tutti noi?

Leggi tutto l'articolo di Roberto Meregalli di Enegia Felice 

A questo link una analisi del prezzo del greggio, dopo l'accordo sul nucleare di Therean e prima della COP-21 di Parigi.

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Intercettati dal Noe dirigenti del Minambiente chiamano in causa l'allora viceministro allo Sviluppo Economico De Vincenti per eludere la legge che imponeva la copertura del carbone e così far riaprire la centrale. De Vincenti ipotizzava anche un’azione disciplinare contro il pm della Procura di Savona che guidava le indagini sulla centrale.

LEGGI TUTTO su Qualenergia

L’altolà della Francia alle scorie radioattive italiane è una dura sveglia per le istituzioni e i poteri del nostro Paese, che nella ricorrente illusione del ritorno al nucleare hanno perso tempo e hanno omesso tutte le azioni necessarie per la gestione dei rifiuti radioattivi.

L'unica risposta possibile al nuovo progetto di Sogin che prevede ulteriori grandi depositi nucleari a Saluggia (VC) è che i cittadini, le Istituzioni e le Forze politiche, a tutti i livelli, pretendano e ottengano che il piano industriale della società venga modificato e non preveda più la costruzione di nuovi depositi nei siti attuali: infatti tutti sono ben coscienti che, se si continuano a costruire depositi in questi siti, le scorie da lì non andranno via mai più, nonostante le aree siano a rischio molto elevato.

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