Iniziative per la mobilitazione del 12 febbraio contro le bufale fossili e nucleari

Abbiamo bisogno anche della tua firma per le due partite collegate che dobbiamo giocare e vincere nei prossimi giorni e mesi: il rigetto della tassonomia UE pro nucleare e pro gas e la riscrittura del piano italiano energia e clima perché non contenga ambiguità in questo senso. La sottoscrizione online dei testi sotto riportati si fa andando su: https://www.petizioni.com/eurodeputatinonukeIl 12 febbraio è una giornata di mobilitazione nazionale indetta da un ampio arco di forze ambientaliste e pacifiste. Per organizzare la campagna di pressione sugli europarlamentari ti invitiamo a partecipare, il 12 febbraio 2022, dalle ore 18 alle ore 20, a un incontro online su piattaforma google meet.Per entrare nel meeting clicca sul seguente link: meet.google.com/jxr-egno-uhx
Confidiamo in una tua pronta risposta positiva in virtù del fatto che da tempo abbiamo avviato un percorso di collaborazione: andrà avanti si spera con risultato finale favorevole per gli obiettivi comuni che ci siamo dati 

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APPELLO AGLI EURODEPUTATI *

PERCHE’ DIRE NO ALL’INSERIMENTO DELL’ENERGIA NUCLEARE TRA LE FONTI “VERDI”

In merito alla partita che si sta giocando sulla classificazione degli investimenti “sostenibili”

La Commissione UE il 2 febbraio 2022 ha varato l’atto delegato della tassonomia che inserisce il nucleare il gas tra le tecnologie per raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

(Il testo ufficiale in inglese del provvedimento lo si trova al link: https://ec.europa.eu/finance/docs/level-2-measures/taxonomy-regulation-delegated-act-2022-631_en.pdf)

Noi sottoscritti, impegnati con associazioni e personalità verso il coordinamento antinucleare europeo, invitiamo il Parlamento europeo a respingere tale testo, come è nelle sue facoltà, se viene raggiunta la maggioranza assoluta di 353 eurodeputati che votano NO. 

Con particolare riferimento all’energia nucleare, consapevoli che il suo ruolo essenziale è, al di là di ogni altro pretesto e giustificazione, quello produrre una presunta potenza geopolitica in modo incompatibile con i progressi verso il disarmo e la pace, sottolineiamo i seguenti aspetti critici:  

1. L’energia nucleare non è una fonte di energia rinnovabile: infatti l’uranio e il torio, elementi indispensabili anche per i cosiddetti reattori di quarta generazione, è presente sulla terra in quantità limitate, destinate quindi all’esaurimento. Solo il 2% dell’uranio consumato annualmente nelle centrali europee è estratto in Europa (Rep. Ceca). Il 25% proviene dalla Russia, il 9% dal Kazakistan è l’11% dal Niger. Paesi non particolarmente amici o con regimi instabili.

2. Non è vero che l’energia nucleare sia priva di emissioni di CO2: considerando l’intero ciclo, dall’estrazione dei materiali radioattivi, alla costruzione della centrale e alla sua dismissione definitiva, la CO2 emessa per MWh prodotto è pari a circa 100-150 kg, contro i 600-1200 kg delle fonti fossili tradizionali, i 45-90 kg del fotovoltaico, e i 15-25 kg di eolico e idroelettrico (fonte: Life cycle energy and greenhouse gas emission of nuclear energy: A review, di Manfred Lenzen, ScienceDirect 2008).  

3. I rischi di incidenti nucleari sono già stati gravi e catastrofici, come dimostrato dagli incidenti di Three Miles Island (Stati Uniti 1979) e soprattutto Chernobyl (Ucraina 1986) e Fukushima (Giappone 2011). I rischi saranno ulteriormente accresciuti da eventi naturali di grande intensità collegabili ai cambiamenti climatici già in atto, come pure da possibili attacchi terroristici con bombe o cyber-attacchi. Un disastro nucleare rende inutilizzabile per secoli vaste zone di territorio, oltre a produrre una catastrofe umanitaria.  

4. Le scorie nucleari restano radioattive per decine o centinaia di migliaia di anni e a tutt’oggi non esiste al mondo una soluzione adeguata e già operativa per il loro stoccaggio. Mantenere il controllo e assicurare la sicurezza ambientale per tempi così lunghi è pura utopia. Inoltre il necessario smantellamento dei reattori in fin di vita è estremamente complesso e oneroso. 

5. Il costo dell’energia nucleare è oggi più del doppio di quello da fotovoltaico. Nel mondo nessun impianto nucleare viene costruito se non ci sono finanziamenti pubblici.  Se l’energia nucleare venisse inserita nella tassonomia “verde” europea toglierebbe enormi risorse al finanziamento pubblico delle vere energie rinnovabili, facendo frenare il processo virtuoso in atto che va invece accelerato se vogliamo raggiungere gli obiettivi del 2030 e del 2050.  

6. L’energia da nucleare costituisce comunque una fonte marginale e senza futuro in un mondo che aspiri ad un futuro. Rappresenta non più del 10% dell’energia elettrica prodotta nel mondo e soddisfa circa il 2% dei consumi mondiali di energia. Questa quota potrà cambiare di poco se si vogliono mantenere standard “accettabili” di sicurezza tenuto conto dell’età media (≈ 35 anni) dei 440 reattori attualmente in servizio, limitare la quantità di scorie prodotte e non esaurire velocemente le fonti di combustibile disponibili.  

7. La prospettiva dei “mini e micro” reattori nucleari è ancora più dannosa perché produrrebbe una diffusione sul territorio di impianti a rischio, con accresciute difficoltà ad esercitare un controllo efficace sulle scorie radioattive e quindi a garantire la sicurezza delle popolazioni e dell’ambiente.  

8. Gli studi sulla quarta generazione di reattori sono iniziati nel 2001 e ad oggi non sono progrediti apprezzabilmente e non è stato trovato uno schema che possa risolvere tutti i problemi sopra elencati. La Germania chiuderà le sue ultime centrali nucleari entro il 2022. 

9. I tempi per costruire una centrale nucleare sono in media di 10 anni, quindi il contributo per raggiungere gli obiettivi energetici e di riduzione della CO2 al 2030 è in pratica nullo. 

10. Ultimo e non da ultimo, in un mondo di guerre e di conflitti, la diffusione dell’energia nucleare favorisce la proliferazione di armamenti nucleari e di prodotti fissili e/o radioattivi utilizzabili a fini terroristici, con conseguenze gravissime per l’intera umanità. Non a caso circa i due terzi dei reattori in esercizio nel mondo sono detenuti da paesi che hanno anche armamento nucleare. Essa crea la base tecnica di materiale fissile potenzialmente impiegabile, con successive lavorazioni, per usi militari, in primo luogo da parte di attori statali alla ricerca di “grandeur” a livello globale o regionale. 

Tutti questi motivi, che hanno ispirato da decenni la nostra azione antinucleare di ecopacifisti pragmatici, tanto da risultare addirittura “identitari” per l’ecologismo politico, dovrebbero spingere donne e uomini di buona volontà, quale che sia la loro cultura di riferimento, a respingere la colossale operazione di greenwashing che ci viene prospettata con questa proposta della Commissione UE.

Lo ribadiamo in conclusione: concentriamo le risorse su un modello rinnovabile al 100 per cento e non danneggiamo, al tempo stesso, con scelte sbagliate, il clima, la sicurezza e le tasche dei cittadini europei!

Pimi firmatari

Luciano Benini – Roberto Paccagnella – Sabina Santovetti – Renato Napoli – Etta Ragusa – Gian Giacomo Migone – Maurizio Bucchia –  Oliviero Sorbini- Elio Pagani – Keivan Motavalli – Gian Piero Godio – Marco Zinno – Marco Palombo – Vittorio Pallotti – Teresa Lapis – Angelo Gaccione – Giuseppe Natale – Renato Ramello – Pirangelo Monti – Paolo Candelari – Giovanni Ciavarella – Enrico Peyretti -Francesco Lo Cascio

Primi firmatari in attesa di conferma (inseriti in quanto promotori delle nostre petizioni in un percorso antinucleare in pista da almeno un decennio)

Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Mario Agostinelli, Edo Ronchi, Massimo Scalia, Marco Bersani, Luciana Castellina, Eleanora Evi, Federico Butera, Massimo Serafini, Haidi Gaggio Giuliani, Vittorio Bardi, Ennio La Malfa, Renato Zanoli, Guido Viale, Antonio De Lellis

 * Il testo base su cui si è sviluppata l’elaborazione della petizione è stato redatto da Luciano Benini e Roberto Paccagnella del MIR Italia. Una versione che attende ulteriori integrazioni e miglioramenti da parte delle organizzazioni con base all’estero, è stata pubblicata come articolo online su il quotidiano “il Manifesto”, il 5 febbraio 2022, sezione commenti, con tre firme: Alfonso Navarra Disarmisti esigenti, Antonia Sani WILPF Italia, Luciano Benini MIR Italia.

 Coordinamento organizzativo dell’iniziativa:

Disarmisti esigenti – Alfonso Navarra cell. 340-0736871 email alfiononuke@gmail.com

WILPF Italia – Antonia Sani e Patrizia Sterpetti

Abolition des Armes Nucléaires – Luigi Mosca

Associazione Melitea – Edgardo Iozia

Comitato antinucleare di Treviri – Daniele Barbi

Energia Felice – Mario Agostinelli

Kronos Pro Natura – Giuseppe Farinella e Consiglia Farinella

LDU Sardegna – Ennio Cabiddu

Lega obiettori di Coscienza – Mario Di Padova

Memoria e Futuro – Fabrizio Cracolici e Laura Tussi 

Mondo senza guerre e senza violenza- Andrea Bulgarini, Nina Cabera, Marco Giorgetti

Odissea – Angelo Gaccione

Per la scuola della Repubblica – Cosimo Forleo

Rete bioregionale italiana – Paolo D’Arpini

Sole di Parigi – Antonella Nappi

Altre info su: 

www.disarmistiesigenti.org****************************************************************************************************************************************

PIANO ENERGIA E CLIMA E TASSONOMIA UE: DUE PARTITE COLLEGATE PER LA CONVERSIONE ECOLOGICA

Invito alla mobilitazione per la giornata di lotta del 12 febbraio 2022 

Nell’attuale congiuntura segnata dall’emergenza ecologica, sentiamo di dover giocare e vincere due partite tra loro collegate: quella della tassonomia UE e quella della riscrittura del Piano nazionale integrato economia e clima – PNIEC. Non possiamo ignorarle perché sono già in corso e hanno una intima connessione . Due partite  che andranno a chiudersi al massimo nel luglio 2022, con un voto al Parlamento europeo preceduto da quello al Parlamento italiano.

La sfida, che avrà un esito prima delle conclusioni sulla tassonomia, è già in corso e va a compimento entro aprile: essa riguarda il PNIEC, che va rivisto, rimodulando la “Strategia italiana di lungo termine sulla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra” (STL), ed anche il “Piano per la transizione ecologica” (PTE).

Il ritardo messo in atto dal ministero della Transizione ecologica nell’affrontare misure indifferibili fa parte di una strategia di attesa per rendere praticabile alla fine solo il rilancio del modello fossile.

Intanto si va acutizzando il conflitto sulla tassonomia UE, che, secondo la Commissione presieduta da Ursula Von der Leyen, dovrebbe, in base all’atto delegato varato il 2 febbraio 2022, includere gas e nucleare tra le “energie sostenibili” verso cui privilegiare i finanziamenti sia pubblici che privati (con garanzia pubblica).

Il Parlamento europeo con 353 no – la maggioranza assoluta – può e deve respingere l’atto del Consiglio. Il voto degli eurodeputati, in rappresentanza delle realtà locali estromesse dalle lobby del gas e dell’atomo, deve diventare l’obiettivo di una grande articolata e informata mobilitazione, sapendo che, si parte da una quota non disprezzabile di 250 oppositori dichiarati e da posizioni profondamente differenziate tra i governi e una evidentissima contrarietà della maggioranza del mondo scientifico. 

Dobbiamo riportare alla riscrittura del PNIEC e all’opposizione alla tassonomia innanzitutto le mobilitazioni locali, promuovendo la piena consapevolezza del grande sforzo necessario ad una trasformazione vera, oltre i facili tentativi di greenwashing, di cui abbiamo assaporato l’insidiosa perfidia perfino al festival di Sanremo con il cane a sei zampe ENI ricolorato di verde.

Il Governo italiano ha anticipato con un documento ufficiale addirittura la richiesta di maggiori quote di emissioni di metano e fatto trapelare una riapertura alle tematiche dell’atomo. ll Governo e il MITE devono diventare controparti di lotte popolari convergenti e il più possibile unificate che si propongano un’autentica conversione ecologica: perché quello che constatiamo, nell’assemblaggio incoerente di politiche di bilancio, PNRR e prese di posizione in sede europea, è l’assenza di un serio disegno di attuazione.

All’interno del PNIEC, resistendo alle sirene provenienti dai vertici di Bruxelles, dovrà innanzitutto essere ribadito che di nucleare non si parla; ed in secondo luogo che il gas fossile va considerato una fonte residuale da cui bisogna fuoriuscire allo stesso modo che si è fatto con il carbone. 

Ragion per cui i sussidi ambientalmente dannosi (SAD) vanno tendenzialmente eliminati , e va rimodulato subito il capacity market in modo che rifletta condizioni di mercato eque per le fonti rinnovabili.

Il sostegno alle comunità energetiche, accompagnato da politiche per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e privato , va considerato la leva fondamentale di azione per la transizione ad un modello energetico ed economico rinnovabile che trasformi la crisi climatica in opportunità.

Il Governo, oltre a ribadire in sede europea la contrarietà dell’inserimento del nucleare anche per rispetto dell’esito di due referendum, dovrà dare mandato alle aziende pubbliche e/o a partecipazione statale, in particolare alle principali, Eni ed Enel, di strutturare le rispettive strategie aziendali nell’ottica dell’interesse nazionale e della conversione energetica complessiva.

Le due “partite”, PNIEC e tassonomia UE, vanno infine accomunate in un unico “campionato” della conversione ecologica: vogliamo giocarle da protagonisti anche proponendole come posta concreta di lotta per la protesta e le proposte di alternative da parte dei territori, così da misurare il successo delle istanze ecopacifiste di cui siamo portatori.

Per questo sabato 12 febbraio partecipiamo alla mobilitazione nazionale, invitando a costituire localmente, nelle varie città, unitariamente cogli altri soggetti promotori, tende, incontri, manifestazioni creative e in stretto rapporto con lavoratrici, lavoratori studentesse e studenti. Cominciamo quindi a riconsegnare alle cittadine e ai cittadini la speranza di diventare strumenti di una campagna di informazione e di sensibilizzazione ed anche di una democrazia che dà dignità e senso ai conflitti portati alla luce del sole. 

Mario Agostinelli – Associazione Energia felice

Alfonso Navarra – Disarmisti esigenti 

Antonia Sani – WILPF Italia

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