23 . 2 – Roma – la Coalizione Clima organizza un Seminario sulla “Giusta Transizione”

Sabato 23 febbraio 2019  ore 10 – 17 
c/o Legambiente Nazionale via Salaria, 403 Roma
Seminario sulla “Giusta Transizione”


Le organizzazioni della rete della Coalizione Clima, a partire dalla bozza di “Manifesto per la Giusta Transizione” (allegata) intendono avviare questo primo approfondimento, il testo, con gli arricchimenti che verranno dal seminario, potrà essere assunto a conclusione della giornata.

Comunicazioni introduttive:
- La transizione energetica, a livello globale, e le possibili ricadute sulle politiche industriali e l'occupazione Prof. Giovan Battista Zorzoli, Presidente Coordinamento Fonti Rinnovabili e Efficienza Energetica (FREE);

- Finanza sostenibile, fondi europei, sussidi Prof. Aldo Ravazzi, Esperto italiano presso i gruppi economia e ambiente, green growth, green economy e sviluppo sostenibile (OCSE e Commissione Europea);

- Le competenze e i nuovi profili professionali per l'ambiente e la transizione.
Segue il dibattito. Stiamo raccogliendo le prime richieste per alcuni interventi programmati, che saranno intervallati con, e a seguire, gli interventi liberi dei partecipanti (dandosi tutti dei tempi contenuti). [E' prevista una breve interruzione per il pranzo, in forma autofinanziata]

segreteria@coalizioneclima.it


MANIFESTO DELLA GIUSTA TRANSIZIONE


Giusta Transizione è un'espressione, entrata a far parte del linguaggio comune di chi si occupa di cambiamento climatico.
E' il risultato dell'incontro tra le istanze ambientaliste e per uno sviluppo sostenibile attento alle istanze sociali sia a livello locale/nazionale che a livello internazionale, con l'impegno del movimento sindacale globale che da anni si batte per la giustizia climatica, rivendicando l'urgenza di decarbonizzare l'economia, ma senza che a pagarne le conseguenze siano i lavoratori e le comunità dipendenti economicamente dalle fonti fossili, sia in Italia che nei paesi impoveriti.
L'espressione Giusta Transizione riassume in sé l'insieme delle misure per garantire un cambiamento equo verso la sostenibilità, attraverso politiche sociali ed economiche, investimenti sostenibili, promozione di lavoro dignitoso, creazione di posti di lavoro sostenibili, protezione sociale e politiche attive del mercato del lavoro, sostegno al reddito, riqualificazione, dialogo sociale e rispetto dei diritti del lavoro.


La lotta per la Giusta Transizione ha trovato riconoscimento nelle linee guida dell'ILO ed è entrata nel Preambolo dell'Accordo di Parigi, in cui le Parti si sono impegnate a tenere conto “dell'imperativo di una Giusta Transizione per la forza lavoro e della creazione di posti di lavoro decorosi e di qualità, in linea con le priorità di sviluppo definite a livello nazionale”.
Negli anni il concetto di Giusta Transizione si è allargato e ha assunto un significato più ampio e trasformativo. L'attuale dibattito sulla Giusta Transizione non si limita alle misure occupazionali nella decarbonizzazione ma allarga la visione per attivare un processo di radicale cambiamento del modello di sviluppo verso un modello economico che tenga conto di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) democratico, “ecologicamente sostenibile, equo e giusto per tutti, con l'obiettivo della piena occupazione, in cui tutti i lavori sono sostenibili e dignitosi, le emissioni nette sono azzerate, la povertà è eradicata e le comunità sono fiorenti e resilienti”.


Il perseguimento della Giusta Transizione riguarda l'ambiente, la democrazia, l'accesso all’energia per tutti, il controllo democratico dell'energia e delle reti, la giustizia sociale, i diritti umani, l'equità di genere, la difesa dei diritti delle popolazioni indigene e l'autodeterminazione delle comunità.
Per raggiungere questi obiettivi di giusta transizione è necessario attivare percorsi democratici e partecipativi con il pieno coinvolgimento di tutta la società civile, delle parti sociali, degli enti locali, delle comunità coinvolte, delle associazioni e dei movimenti impegnati nell'azione per il clima, delle Università e dei ricercatori. Per essere giusta la transizione deve garantire il rispetto dei diritti umani a tutti i livelli.
Abbiamo contestato l'esclusione dei diritti umani dal Rulebook dell'accordo di Parigi perché solo tenendo insieme l'obiettivo di 1.5°C, con il rispetto di tutti i diritti umani, a partire dal diritto alla pace, l'equità sociale, di genere e intergenerazionale, la sicurezza alimentare, la tutela dell'ecosistema e della biodiversità, la partecipazione e i diritti delle popolazioni indigene, potremmo avere una transizione giusta e un processo sostenibile.


Nel nostro paese non è ancora stato fatto niente di concreto per la Giusta Transizione, nel 2017 è stata approvata la SEN (strategia energetica nazionale) con cui il nostro paese ha deciso, giustamente, il phase out del carbone nella generazione elettrica entro il 2025, ma non è stata fatta contemporaneamente una valutazione degli effetti occupazionali di questa decisione.
Il nuovo Governo, in continuità con i precedenti, sta ignorando la questione e non sta attivando percorsi democratici e partecipativi per la definizione di un Piano per la Giusta Transizione, del Piano nazionale clima-energia, previsto dalla Governance europea sull'energia, né di una Strategia per la decarbonizzazione al 2050. Tutti strumenti pianificatori urgenti e necessari per garantire il contributo del nostro paese alla lotta al cambiamento climatico e alla Giusta Transizione.
Sempre in continuità con il passato, anche nei testi ad oggi disponibili della Legge di Bilancio 2019, non c’è una visione sistemica né una previsione degli investimenti necessari per infrastrutture per le energie rinnovabili, digitalizzazione delle reti, efficienza energetica degli edifici, mobilità sostenibile e ricerca e sviluppo in questi settori, mentre si continuano ad assicurare circa 16 miliardi annui di sussidi dannosi per l'ambiente, e alle fonti fossili.


Le nostre proposte per realizzare la Giusta Transizione in Italia:


confermare il phase out del carbone al 2025;


attivare immediatamente percorsi democratici e partecipativi
a livello centrale con il pieno coinvolgimento di parti sociali, Enti locali, comunità e società civile per la definizione di Piano per la Giusta Transizione, Piano clima-energia, Strategia per la decarbonizzazione al 2050, con l'obiettivo di rafforzare e accelerare l'azione per il clima in linea con le indicazioni dello Special Report 1,5° dell'IPCC;


una riforma fiscale ambientale per orientare il mercato verso produzioni e consumi sostenibili, l'eliminazione dei sussidi alle fonti fossili e dannosi per l'ambiente, la revisione dell'utilizzo dei proventi delle aste del sistema ETS di scambio delle quote di carbonio, il taglio delle spese militari e l’aumento di quelle per cooperare alla transizione giusta nei paesi impoveriti con maggiori risorse per iniziative di adattamento e mitigazioni;


adeguati investimenti pubblici per la creazione di posti di lavoro dignitosi nei settori che riducono le emissioni e aiutano le comunità ad adattarsi ai cambiamenti climatici, per la realizzazione di infrastrutture per le energie rinnovabili, per l'efficienza energetica e la digitalizzazione delle reti, lo sviluppo di città sostenibili, la mobilità sostenibile, interventi di prevenzione e messa in sicurezza del territorio e per i piani di adattamento al cambiamento climatico;


apertura immediata di un tavolo di contrattazione Governo-parti imprenditoriali e organizzazioni sindacali per la definizione delle misure di Giusta Transizione, riconoscendo il contributo che i lavoratori delle industrie dei combustibili fossili hanno dato alla prosperità di oggi e attivando sostegno al reddito, opportunità di riqualificazione e ricollocazione nei nuovi posti di lavoro e sicurezza della pensione per i lavoratori più anziani;


investimenti pubblici in formazione, ricerca e tecnologia per la sostenibilità, cercando di prevedere il lavoro del futuro e favorire la riconversione dei lavori attuali. L'intervento pubblico a sostegno di ricerca, innovazione tecnologica, digitalizzazione e automazione, deve essere finalizzato prioritariamente alla trasformazione sostenibile di tutti i settori del sistema produttivo;


promuovere la democrazia energetica e la lotta alla povertà energetica, in Italia e nei paesi impoveriti, attraverso il controllo democratico delle risorse energetiche e la definizione di strumenti di partecipazione democratica per le scelte strategiche del paese e per la realizzazione delle opere e infrastrutture necessarie, comprese quelle energetiche;


Tutto questo può essere realizzato non solo con queste precise scelte a livello centrale, ma anche articolandole ai livelli settoriali e territoriali, e nella dimensione esterna. Perciò è necessario un impegno coerente da parte di tutti i soggetti in campo, da parte:
- del mondo produttivo, a partire dai settori imprenditoriali più innovativi e dalle rappresentanze dei lavoratori, impegnate nella contrattazione delle condizioni di lavoro e della qualità sociale e ambientale dello sviluppo;
- dell'associazionismo ambientale e sociale, dai comitati dei cittadini e dei consumatori, delle competenze tecniche e scientifiche;
- degli Amministratori locali (Regioni, Comuni, ecc.) che hanno specifiche competenze su tutte queste materie;
- dai singoli cittadini, che possono contribuire a praticare e diffondere stili di vita e di consumo più sostenibili, verso una “Giusta Transizione”.

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