Ecco il Decreto per le fonti rinnovabili FER 1 *

  • * dal sito Equologia.it

Lo schema di decreto sui nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, meglio conosciuto come Decreto Fer 1, giunge a Bruxelles, dopo avere effettuato i passaggi di ARERA e della Conferenza Unificata delle Regioni. Ultimo passaggio prima dell’approvazione formale. A seguire il commento di Fabio Roggiolani, di Giga-FREE.

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Si chiama Fer 1 perché, con qualche eccezione come ad esempio il fotovoltaico sui tetti in sostituzione dell’amianto, non dà incentivi ma garantisce, con il sistema delle aste oppure con garanzie di prezzo, la possibilità di realizzare anche impianti eolici e fotovoltaici di importanti dimensioni.

Infatti, alcune fonti rinnovabili hanno ormai raggiunto la cosiddetta Grid Parity, ovvero sono competitive con le fonti fossili ed anzi riescono ad essere meno costose. Questo grazie al grande sforzo fatto con i sistemi di incentivazione di questi anni che nella fase di avvio erano necessari per raggiungere l’obiettivo.

La lunghissima diatriba scatenata dalla Regione Toscana e supportata dalla conferenza delle regioni sulla geotermia a ciclo aperto che immette (meno di prima grazie ai filtri Amis) inquinanti, vapore acqueo (come prima) e CO2 in atmosfera non ha ottenuto il ripensamento del governo. A questo tipo di geotermia (che ha avuto trenta anni di incentivi e sconti di ogni genere) ormai non solo non è il caso di dare altri contributi o assicurazioni, bensì è tempo di chiedere il surplus di guadagno come avviene con l’estrazione di petrolio dato che avviene sotto concessione governativa e che si tratta di un bene indisponibile che resta di proprietà dello stato e di tutti i cittadini.

La geotermia a ciclo binario (che non immette inquinanti, CO2 e acqua in atmosfera e che garantisce una assoluta rinnovabilità della risorsa con impianti non invasivi e ben posizionabili sul territorio per poter utilizzare a pieno anche l’energia termica e non solo quella elettrica) sarà incentivata nel FER 2, ovvero il decreto per le altre fonti e per gli impianti innovativi rinnovabili di cui gli operatori attendono con ansia la pubblicazione.

Ovviamente accanto a questo primo atto occorrerà trovare norme ragionevolmente condivise tra tutte le regioni per un corretto inserimento paesaggistico che non sia la consueta corsa a bloccare, ma una programmazione che stimoli all’investimento e applichi il concetto, approvato unanimemente a Firenze nel convegno promosso da GIGA /FREE ed Ecofuturo, che un paesaggio con troppe rinnovabili è un danno, ma che lo stesso paesaggio senza rinnovabili è malato e segno di egoismo generazionale.

La sedicenne Greta, che sciopera ogni venerdì davanti al parlamento svedese e che ha partecipato di sua iniziativa a Katowice e a Davos, comunica la sua angoscia, dicendoci che il tempo stringe. Ci aspettiamo dal governo non solo la rapida pubblicazione del FER 2, ma un tavolo per la semplificazione del giusto inserimento nel paesaggio delle rinnovabili fatte bene e la norma sui produttori consumatori e sulla libera vendita di energie rinnovabili, come ormai deciso anche con il forte contributo dello stesso governo e di Dario Tamburrano in sede europea.

Un’ultima annotazione riguarda la norma sulla rimozione dell’amianto/eternit dalle coperture che è la dimostrazione di quanto la mobilitazione popolare possa fare per il paese. Norma che potrà essere ulteriormente sviluppata se nasceranno davvero i referendum propositivi, come proposto dal M5S, e che noi di Ecquologia e di Ecofuturo auspichiamo con forza.

Questa ovviamente è una spiegazione per chi non è addetto ai lavori, chi invece è dentro il settore delle energie rinnovabili……..leggersi il decreto malloppone è un dovere! 

Scarica il testo del Decreto FER 1 

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